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L'Europa ha "bruciato" un quarto delle sue riserve di gas già il quinto giorno d'inverno

© Sputnik . Fabio CarboneContatore del gas
Contatore del gas - Sputnik Italia, 1920, 07.12.2021
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Secondo Gazprom, gli impianti di stoccaggio sotterranei di gas in Europa sono stati svuotati di circa un quarto all'inizio di dicembre. Pertanto, l'Europa si avvicina alla stagione del riscaldamento con "meno energia del solito".
Secondo un rapporto di Gas Infrastructure Europe, citato in una dichiarazione di Gazprom, diffusa sui social media, il 4 dicembre circa un quarto (23,4%) del gas era già stato prelevato dai depositi sotterranei in Europa.
Il 23 settembre, alla vigilia dell'avvio stagionale al riscaldamento, gli stoccaggi sotterranei di gas in Europa erano pieni in media per il 72%. È il volume più basso dal 2011. Il commissario europeo per l'energia, Kadri Simson, ha comunque assicurato che questa riserva è sufficiente, affinché l'Europa resista all'inverno.

"I volumi sono scarsi, ma sufficienti a coprire la stagione invernale in condizioni normali", ha detto il 14 ottobre. A quella data, le strutture erano già scese al 77%.

Simson ha sottolineato che l'Europa avrà bisogno di più gas, se l'inverno sarà "incredibilmente freddo" e se ci saranno interruzioni impreviste della fornitura.
I depositi di gas meno pieni a fine settembre erano quelli in Austria (50,44%), Paesi Bassi (54,43%) e Portogallo (58,17%). Allo stesso tempo, gli Stati baltici si stanno avvicinando alla stagione del riscaldamento con strutture di stoccaggio ben fornite; ad esempio, il livello di gas negli impianti di stoccaggio lettoni ha raggiunto l'80,22%.
Tuttavia, a novembre, anche prima che il freddo colpisse davvero, i magazzini europei hanno iniziato a svuotarsi rapidamente. All'inizio del mese, Gazprom ha riferito che i prelievi di gas dai magazzini sotterranei europei avevano raggiunto il livello più alto dall'inizio della stagione di riscaldamento. La capacità di stoccaggio globale in Europa era del 76,43%, ovvero circa 81,75 miliardi di metri cubi, al 3 novembre. Il 25 novembre i magazzini sotterranei erano stati svuotati a 77,4 miliardi di metri cubi (circa il 72%).
Diversi fattori hanno influenzato la capacità di stoccaggio e la domanda in Europa quest'anno. Tra questi, un inverno insolitamente freddo l'anno scorso e un'estate calda nel 2021 (quando fa troppo caldo, le persone usano più spesso i condizionatori d'aria e le centrali elettriche a gas hanno bisogno di più carburante per generare elettricità). Inoltre, la domanda di gas è aumentata in Europa, mentre l'economia si sta riprendendo dalla crisi causata dalla pandemia. Il 6 ottobre, il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha dichiarato che la domanda energetica dell'UE è stata la più alta degli ultimi 25 anni.
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In questo contesto, anche i prezzi sono aumentati. In autunno, il prezzo del gas nell'UE ha ripetutamente battuto nuovi record assoluti; a ottobre il prezzo ha raggiunto i 1.969 dollari per 1.000 metri cubi di gas.
Uno dei principali fornitori di gas della regione è Gazprom, accusato in Occidente di aver deliberatamente tagliato le forniture quest'anno e di aver manipolato il mercato. Ad esempio, il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha affermato che nell'ottobre-novembre 2021 la Russia ha fornito il 25% in meno di gas all'Unione Europea, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Secondo Gentiloni, allo stesso tempo, l'Europa riceveva il suo gas interamente dalla Norvegia e dall'Algeria. Il ministro dell'Energia lituano Dajvis Krejvis ha affermato che, con l'aiuto della riduzione delle forniture, la Russia sta cercando di fare pressione sulla Germania e su altri paesi europei per ottenere il permesso di avviare il gasdotto Nord Stream-2.
Nei primi nove mesi di quest'anno, Gazprom ha guadagnato la cifra record di 1,5 trilioni di rubli, più di quanto abbia guadagnato in qualsiasi anno solare completo nella storia dell'azienda.
La stessa Gazprom ha negato tutte le accuse di manomissione delle forniture, definendole assurde. La società ha dichiarato di aver adempiuto a tutti i suoi obblighi di fornitura. A fine novembre, Gazprom ha riferito di aver raggiunto oltre il 53% delle importazioni europee di gas nei nove mesi dall'inizio dell'anno. La società ha anche osservato che le consegne di gas russo in Europa nel periodo gennaio-giugno 2021 sono aumentate di 17 miliardi di metri cubi all'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre altri fornitori non hanno aumentato le esportazioni. Alla fine di ottobre, il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato Gazprom di aumentare le esportazioni di gas in Germania e Austria dopo la fine delle operazioni di stoccaggio di gas nei magazzini russi.
Il 1° dicembre, Gazprom ha riferito che, secondo i dati preliminari, dall'inizio del 2021, la società ha aumentato le esportazioni di gas verso i Paesi non CSI* del 6,6% (pari a 10,6 miliardi di metri cubi), fino a 171,5 miliardi di metri cubi. In particolare, dall'inizio dell'anno Gazprom ha aumentato la fornitura di gas a Germania (16,8%), Italia (19,5%), Romania (221,8%), Polonia (7,5%), Finlandia (9,1%), Bulgaria (43,8%), Grecia (12,2%) e Slovenia (53,9%).
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