Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

La Gioconda di Montecitorio: il giallo dietro il quadro conservato alla Camera

© Leonardo da VinciGioconda
Gioconda - Sputnik Italia, 1920, 07.12.2021
Seguici su
Il restauro della copia della Gioconda conservata alla Camera dei Deputati ha fatto emergere disegni simili a quelli che contraddistinguono l'originale del Louvre. Il mistero sul possibile tocco di Leonardo.
Dopo il caso dell’Ecce Homo di Caravaggio che stava andando all’asta a Madrid per 1.500 euro, c’è un altra opera considerata di serie b, che invece potrebbe valere diversi milioni di euro.
Nella Gioconda della collezione Torlonia, infatti, finora relegata sopra ad un termosifone nella stanza dell’allora questore di Montecitorio, oggi ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, potrebbe esserci la mano di Leonardo Da Vinci.
La scoperta, come racconta il quotidiano Il Tempo, è stata fatta dopo il restauro dell’opera. Ma andiamo con ordine. La vicenda inizia nel 2019 con la proposta di Antonio Forcellino, architetto e restauratore incaricato dall’Accademia dei Lincei di organizzare la mostra “Leonardo a Roma” per il cinquecentenario dalla morte del genio italiano, di esporre la Gioconda della collezione Torlonia.
L’esperto aveva interpellato il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, perché il quadro era irreperibile dal 1925. Ad avere una vera e propria illuminazione, però, durante la riunione, fu il senatore leghista Stefano Candiani, che portò Forcellino nella stanza dell’allora questore D’Incà e gli mostrò il quadro appeso sopra un termosifone.
L’ex sottosegretario all’Interno prende quindi l’iniziativa per far restaurare la “Gioconda di Montecitorio”.
E proprio dal restauro è emerso come il dipinto risalga alla stessa epoca e presenti le stesse correzioni. Un particolare, questo, che fa supporre che anche nella versione della Camera della Monna Lisa, possa esserci la mano di Leonardo Da Vinci.
Solo l’autore del dipinto originale, infatti, poteva conoscere certi dettagli. E secondo gli esperti non era raro, all’epoca, che un artista dipingesse più di una versione di un dipinto, per poi far scegliere al committente la migliore.
Anche la copia della Gioconda esposta al Prado presenta disegni simili a quella del Louvre.
Per ora non ci sono conferme sul fatto che dietro il dipinto possa esserci o meno la firma di Leonardo. Ma di sicuro, quella di Montecitorio, sembra essere più di una copia posticcia dell’originale in mostra a Parigi.
“Alcune versioni del '700 della Gioconda, ovviamente delle copie, vengono vendute all'asta sopra il milione di euro, secondo me quella della Camera vale almeno qualche decina di milioni”, scommette Candiani.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала