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Covid: uomini contagiano più delle donne? Ecco cosa dicono gli scienziati

© Foto : PixabayUomini che suonano strumenti a fiato
Uomini che suonano strumenti a fiato - Sputnik Italia, 1920, 06.12.2021
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A tale conclusione parrebbe essere implicitamente giunto uno studio della Colorado State University nato per valutare i migliori metodi di difesa dal virus nel mondo dell’arte e dello spettacolo.
Al fine di ricercare la strada più sicura per consentire agli artisti di tornare sul palco per recitare, cantare o suonare, i ricercatori hanno valutato, tra le altre cose, le quantità di aerosol emesse dagli artisti, cioè quell’insieme di particelle sospese nell'aria di varie dimensioni provenienti dal tratto respiratorio, osservando che gli uomini, per il semplice e intuitivo motivo di avere polmoni più grandi, ne emettono decisamente più delle donne.
In caso di infezione del soggetto che parla, canta o suona uno strumento a fiato, particolare altrettanto intuitivo, ad una maggiore emissione di aerosol, dovrebbe corrispondere una maggior quantità di virus presente nell’area, ergo, gli uomini sarebbero più ‘pericolosi’ da questo punto di vista.
Lo studio della Colorado State University era nato appunto su suggerimento di Dan Goble, direttore della Scuola di musica, teatro e danza della stessa Università, costretto anch’egli a bloccare tutte le attività artistiche causa pandemia.
La ricerca intendeva quindi cercare di capire quali fossero i rischi ancora da affrontare, se i dispositivi sanitari quali le mascherine potessero essere efficaci, quali i parametri di distanziamento necessari durante la recitazione, i cori, a che distanza dovesse stare il pubblico e quanto più aerosol venisse prodotto con le orchestre con strumenti a fiato.
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Il direttore della scuola d'arte Globe ha quindi collaborato con John Volckens, professore del Dipartimento di ingegneria meccanica, della medesima università, per condurre la ricerca alla quale hanno partecipato più di 75 persone che hanno dovuto suonare, cantare, parlare ad alta voce in una stanza laboratorio dove sono state testate le particelle nell'aria.
In conclusione l’Università ha pubblicato lo studio dal titolo "Riduzione delle emissioni e delle esposizioni di bioaerosol nelle arti dello spettacolo: una tabella di marcia scientifica per un ritorno sicuro dal Covid-19", dove i ricercatori hanno cercato di capire cosa poter fare per limitare la diffusione del coronavirus a partire dal mondo dello spettacolo, forse il più colpito dalla pandemia, sia in termini di contati, che di perdite economiche.
Volckens, come prima conclusione della ricerca tutt’ora in corso, ha appunto evidenziato che “sono gli adulti in genere a emettere più particelle rispetto ai bambini. E, in particolare, quelli che ne emettono ancora di più sono gli uomini, perché hanno polmoni più grandi”.
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