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Covid, Rasi: "Adesso forme severe nei bambini, ma per loro il pericolo maggiore è il long-Covid"

© AP Photo / Luca Bruno Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali EMA
 Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali EMA - Sputnik Italia, 1920, 06.12.2021
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L'ex direttore Ema si aspetta un avvio cauto delle vaccinazioni per i più piccoli, nonostante nei reparti pediatrici aumentino i casi gravi di Covid e l'incognita sul cosiddetto long Covid sui bambini. I numeri che arrivano dagli Usa sulla campagna vaccinale tra 5-11 anni sono noti e rassicuranti, sottolinea.
I casi gravi di Covid-19 nei reparti pediatrici aumentano, ma il rischio maggiore per i bambini è l'incognita sui postumi nel lungo periodo della malattia, il cosiddetto long Covid. Nonostante ciò la campagna vaccinale avrà un avvio "cauto". Lo ha detto il professore Guido Rasi, ex direttore dell'Agenzia Europea del Farmaco e consulente scientifico del commissario Figliulo, ospite alla trasmissione Mezz'ora in più, in onda ieri pomeriggio su Rai3.
"Ci aspettiamo un avvio cauto perché chi perché chi doveva stare zitto non lo ha fatto, chi ha parlato senza avere ancora i dati o chi ha commentato i numeri senza avere bene l'esperienza di quali siano i numeri giusti per definire un rapporto beneficio-rischio, in questo caso", ha detto in risposta ad una domanda della conduttrice Lucia Annunziata.
Secondo Rasi, dunque, la disinformazione e la confusione sui dati potrebbe rallentare la campagna di vaccinazione in un momento molto delicato: il Covid-19 adesso si mostrerebbe più aggressivo nei confronti dei bambini.
"I pediatri stanno vedendo crescere nei reparti forme severe di Covid, che nei bambini si è visto può durare a lungo come il cosiddetto long-Covid degli adulti. Questo è il pericolo più grosso, perché davvero non lo conosciamo. Il virus è sperimentale, non il vaccino", spiega.
I numeri del vaccino ""sono noti - aggiunge Rasi - 4 milioni di bambini vaccinati negli Usa, più di tutta la popolazione pediatrica di quanta ne dobbiamo vaccinare noi. Non hanno nessun segnale importante, anzi molti meno effetti collaterali rispetto alla popolazione tra 11 e 18 anni, e questo era atteso. In quell'età il bambino ha meno fattori che possano determinare una risposta avversa a una vaccinazione. La società italiana di pediatria si è espressa in maniera assolutamente chiara e inequivocabile".

La diffusione del virus in età pediatrica

Il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità pubblicato venerdì 3 dicembre ha rilevato un aumento di casi di Covid-19 fra i bambini. L'incidenza cresce in tutte le fasce d'età, ma nella fra i 6 e i 12 anni si registra una vera e propria impennata.
Sono 31.365 i casi accertati tra l'8 e il 21 novembre in questa fascia di popolazione. Fortunatamente, restano bassi i ricoveri, con 153 ospedalizzati e solo 3 ricoveri in terapia intensiva.
La maggiore crescita dell'incidenza in questa fascia d'età, rispetto al resto della popolazione in età scolare, si osserva a partire dalla seconda settimana di ottobre, con un'accelerazione nelle ultime due settimane.
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