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Vaccino Covid, Vaia: "Nessuna quarta dose, servirà richiamo ogni anno come per l'antinfluenzale"

© Foto : Ufficio stampa di INMI Lazzaro SpallanzaniFrancesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma
Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma - Sputnik Italia, 1920, 05.12.2021
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Per il direttore dello Spallanzani di Roma bisogna superare l'emergenza e il richiamo annuale del vaccino "non deve essere un dramma". Sulla variante Omicron: "Potrebbe essere benigna.
Non ci sarà una quarta dose di vaccino contro il Covid-19, piuttosto “sarà necessario un richiamo annuale con vaccini aggiornati alle varianti, esattamente come per l’anti-influenzale”. Lo sostiene in un'intervista al Fatto Quotidiano, Francesco Vaia, direttore generale dell'ospedale Spallanzani di Roma, epicentro italiano della lotta al coronavirus.
"I dati che arrivano dal Sudafrica" sulla variante Omicron "non giustificano allarmismi", spiega Vaia. "Dobbiamo immaginare - aggiunge - di superare l'emergenza" sanitaria e, come per l'influenza, fare un richiamo annuale che "non deve essere un dramma".
"Dobbiamo adottare - prosegue - misure che facciano delle famiglie le nostre alleate, non spaventarle. Con il sorriso e con il buon senso. Ne usciremo, ci siamo".

Obbligo vaccinale

Allo stesso modo, sull'obbligo vaccinale "dobbiamo convincere le persone, non spaventarle: la scienza - ricorda - si nutre del dubbio, della tolleranza e dell'empirismo".
Per Vaia i dati "sono inoppugnabili: contagiati, morti, ricoveri, soprattutto quelli gravi sono assolutamente di gran lunga inferiori al medesimo periodo dell'anno scorso e ciò è merito dell'atteggiamento corretto dei cittadini e del vaccino". Non prevede un aumento dei contagi: "l'indice Rt si sta tenendo basso: il quotidiano insopportabile bollettino non dice nulla più se non spaventare le persone. Ne stiamo uscendo e sarà un buon Natale"
In merito all'obbligo ritiene possibile un ampliamento della fascia di chi è a contatto con il pubblico.

La variante Omicron potrebbe essere benigna

"Non sembra più patogena e non sta destando allarme - rileva Vaia - per cui si potrebbe pensare addirittura ad una variante più benigna", anche se, sottolinea, bisogna tener conto che l'età media della popolazione sudafricana è molto bassa e quindi meno soggetta a malattia grave e morte.
"I colleghi sudafricani sono ottimisti - aggiunge -e auspicano, tra l'altro, una revisione delle misure di chiusura da parte degli altri Stati e io credo che abbiano validi motivi. Non dobbiamo avere paura. Non vi sono affatto motivi. In Italia abbiamo pochissimi casi e scarsamente rilevanti clinicamente; allo Spallanzani, ad esempio, allo stato zero"
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