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Migranti, il Papa a Lesbo: "Mediterraneo cimitero senza lapidi, fermiamo il naufragio di civiltà"

© REUTERS / Vatican Media/Papa Francesco visita un campo di migranti a Lesbo
Papa Francesco visita un campo di migranti a Lesbo - Sputnik Italia, 1920, 05.12.2021
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Francesco torna dopo 5 anni fra i rifugiati di Lesbo nel penultimo giorno della sua visita in Grecia, per esortare a "non alzare barriere" ma unire "le forze per prendersi cura degli altri". Dura condanna le politiche anti-migranti: "Disprezzando l'uomo si disprezza Dio"
"Il Mediterraneo sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà". L'appello di Papa Francesco giunge dal campo profughi di Lesbo, dove è tornato dopo cinque anni per incontrare i migranti, nella penultima giornata della visita a Cipro e in Grecia, il 35esimo viaggio internazionale del suo pontificato.

"Siamo nell'epoca dei fili spinati"

Francesco, che ieri da Atene ha palato dell'arretramento della democrazia, al Reception and Identification Centre di Mitilene punta nuovamente il dito contro gli egoismi nazionalistici.
"È triste sentir proporre, come soluzioni, l'impiego di fondi comuni per costruire muri, dei fili spinati. Siamo nell'epoca dei muri, dei fili spinati", ha detto il Papa a proposito delle proposte di alcuni Stati dell'Ue di costruire delle barriere anti-migranti.
"Si comprendono - prosegue - timori e insicurezze, difficoltà e pericoli. Si avvertono stanchezza e frustrazione, acuite dalle crisi economica e pandemica, ma non è alzando barriere che si risolvono i problemi e si migliora la convivenza. È invece unendo le forze per prendersi cura degli altri secondo le reali possibilità di ciascuno e nel rispetto della legalità, sempre mettendo al primo posto il valore insopprimibile della vita di ogni uomo", ha affermato il pontefice.

"Vergogniamoci davanti ai bambini"

Francesco continua a prendere di mira le forze politiche che instillano nell'opinione pubblica "la paura dell'altro", ma non condannano "lo sfruttamento dei poveri, le guerre dimenticate, gli accordi economici fatti sulla pelle della gente".
"Vanno affrontate le cause remote, non le povere persone che ne pagano le conseguenze, venendo pure usate per propaganda politica!", il monito di Francesco.
Chiede "azioni concertate e grandezza di visione" per "rimuovere le cause profonde" dei fenomeni migratori, perché le emergenze "non si possono solo tamponare".
"Guardiamo i volti dei bambini, troviamo il coraggio di vergognarci davanti a loro, che sono innocenti e sono il futuro", esclama.

"Fermiamo il naufragio di civiltà"

Dopo le dure parole, il Papa rivolge un appello, quasi un'implorazione, per fermare i naufragi nel Mediterraneo.
"Non scappiamo via frettolosamente dalle crude immagini dei piccoli corpi di bambini stesi inerti sulle spiagge. Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Questo grande bacino d'acqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte. Non lasciamo che il 'mare nostrum' si tramuti in un desolante 'mare mortuum', che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro! Non permettiamo che questo 'mare dei ricordi' si trasformi nel 'mare della dimenticanza'. Vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà!", le parole di Francesco.

"Chi offende i migranti offende Dio"

"Disprezzando l'uomo creato a sua immagine, lasciandolo in balia delle onde, nello sciabordio dell'indifferenza, talvolta giustificata persino in nome di presunti valori cristiani, si offende Dio", prosegue Papa Francesco.
Ricorda poi che l'ospitalità, che accomuna la fede alla cultura classica, "non è ideologia religiosa, sono radici cristiane concrete. Gesù afferma solennemente di essere lì, nel forestiero, nel rifugiato, in chi è nudo e affamato. E il programma cristiano è trovarsi dove sta Gesù".
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