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La rivoluzione riproduttiva è già realtà, tra legge morale e giudiziaria

© Fotolia / Dan Race Modello embrione in vitro
Modello embrione in vitro - Sputnik Italia, 1920, 05.12.2021
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Approfondimento
Il futuro è già qui. Infatti, stiamo già vivendo il culmine della cosiddetta rivoluzione riproduttiva.I bambini sono il nostro futuro.
E così con i bambini, per il bene dei bambini e per la creazione di bambini, si stanno ponendo in essere le attività più all’avanguardia che la nostra immaginazione, il denaro dei genitori e la scienza abbiano mai avuto da offrire.
Tutto ebbe inizio 43 anni fa.
Louise Brown, la prima "bambina in provetta", ha oggi 43 anni. Da allora, è cresciuta più di una generazione di bambini concepiti attraverso la FIVET. L'annoso dibattito riguardante la moralità del far nascere in bambini “in provetta” o secondo i metodi tradizionali è oggi riservato ai più religiosi.
La Chiesa ortodossa russa non approva questa pratica, ma tutti noi conosciamo molti fedeli che hanno avuto figli grazie alla FIVET. In Israele, Paese noto per la sua rigida adesione alle tradizioni religiose, la FIVET e persino la maternità surrogata sono possibili per le coppie senza figli. La fecondazione in vitro è ormai parte integrante del sistema di sicurezza sociale di molti Paesi. Per la maggior parte delle persone, la FIVET è ormai una pratica considerata normale. Pare, dunque, che rimanga solo un problema: ossia, risolvere la disputa tra fede e scienza e riuscire a procreare con la buona pace di entrambe.
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Madre Natura può concedere generosamente un figlio, ma, se ciò non accade, molte persone sono pronte a sacrificare tutto per provare la gioia della genitorialità. La medicina riproduttiva è oggi un importante business a livello globale: l’istinto riproduttivo è primario e le persone non risparmiamo sforzi, soldi o tempo per procreare.
Al servizio dei futuri genitori troviamo banche dello sperma, banche degli ovociti (l’ovocita di una bella donna costa di più!) e decine di migliaia di cliniche.
Se non si ha un partner, viene in aiuto un’apposita app di incontri, ideata per quelle persone che cercano materiale organico per il concepimento. Su Internet si trovano in vendita dispositivi per l’autofecondazione: non serve il supporto di un medico, la donna può fare tutto in autonomia.
Se però il futuro genitore non vuole risolvere il problema dell'infertilità sociale (così si definisce la casistica in cui una persona non può avere figli per mancanza di un partner) con un Tinder per il concepimento, allora si prefigura lo scenario della riproduzione ritardata.
Le persone che possono permetterselo (ma anche chi non può), congelano in massa ovuli e sperma per avere figli in un matrimonio o in una relazione tardiva, in un'età in cui la fertilità sta svanendo e sono disponibili denaro e opportunità. I servizi di surrogazione stanno diventando sempre più comuni, tanto che se ne parla senza alcun problema. Ogni tanto scoppiano degli scandali: non si capisce chi ha dato l’ovulo a chi e di chi è l’embrione che la madre surrogata sta portando in grembo. La Russia, in questo, non fa eccezione: ormai anche questi temi sono oggetto di discussione pubblica.
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Il turismo riproduttivo è fiorente in Russia, Ucraina e Georgia. In Ucraina, il ciclo di FIVET di solito non costa più di 2.500 dollari ed è molto più economico di quanto accade in Russia. In Ucraina le madri surrogate sono molto economiche. Invece, la FIVET e la maternità surrogata in Russia sono più costose delle loro corrispettive ucraine, ma comunque molto più economiche che in Europa o in Cina. Questi, infatti, sono i Paesi da cui si spostano, diretti in Russia, gli aspiranti genitori. Inoltre, si consideri che la maternità surrogata è vietata in molti Paesi.
Ma non si tratta soltanto di risolvere i problemi di infertilità: infatti, quando genitori felici ricevono finalmente il figlio tanto atteso, si vedono giustificato ai loro occhi e agli occhi della società qualsiasi rischio di natura medica o morale.
Il treno del progresso ha corso più lontano di quanto si potesse immaginare: sono, infatti, oggi in corso attività quali la donazione di embrioni; la vendita di embrioni a scopo di lucro o in aste di beneficenza; la vendita, legale o meno, di biomateriale in modalità nascosta agli stessi donatori che ricorrono alla FIVET; la procreazione di prole da genitori multipli; la nascita di bambini da genitori deceduti; la gestazione degli embrioni da parte delle nonne biologiche dei futuri bambini; il riconoscimento degli embrioni come eredi; il sequestro degli embrioni fino alla risoluzione delle divergenze in fase di separazione o divorzio; la questione dell’uguaglianza di età tra embrioni e propri genitori; il rifiuto da parte dei genitori di figli nati da madri surrogate di riconoscerli come propri; la sostituzione di materiale biologico durante la fecondazione delle madri surrogate e così via. Si leggono notizie nuove sul tema ogni giorno. Bisogna rimanere aggiornati.
Molly Gibson nacque 27 anni dopo essere stata congelata come embrione. L'embrione fu consegnato al National Embryo Donation Centre (NEDC) di Knoxville, USA. Quindi, l'età della donna che ha partorito e l'età dell’embrione sono le stesse: hanno entrambi 28 anni, se li contiamo dal momento del concepimento. Potete trovare le foto di questa bambina in Rete e approfondire la sua storia più nel dettaglio.
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Cecile Eledge ha portato in grembo un bambino per suo figlio Matthew e il suo fidanzato Elliot Daugherty. La donatrice di ovuli era la ventiseienne sorella di Elliot, Lea Iribe. Tutte le foto della famiglia felice sono oggi reperibili online. La storia della madre di una coppia omosessuale che porta in grembo suo nipote non è più una novità.
Tra l'altro, da qualche tempo lo scottante tema del riconoscimento agli omosessuali di adottare bambini non è nemmeno più attuale.
Le persone di tutti gli orientamenti possono facilmente procreare figli propri attraverso la FIVET e la maternità surrogata. Una storia comune nelle coppie lesbiche si ha quando la madre numero uno fornisce un ovocita, la madre numero due porta in grembo l’embrione e il padre biologico è l'amico gay.
Anche su questo tema sono stati conseguiti diversi progressi. La coppia lesbica composta da Ashley e Bliss Coulter ha portato a turno in grembo il loro bambino. Inizialmente, gli ovuli di una delle due donne sono stati fecondati e collocati nel proprio corpo, anzichè in un'incubatrice (come accade di solito nella FIVET). Quando l'embrione si è sviluppato, è stato prelevato e innestato nell’utero della madre numero due, che ha portato in grembo il bambino. Potete trovare le foto del bambino online.
Sul tema della riproduzione si sono verificate delle vere e proprie scoperte scientifiche sensazionali, che hanno sollevato diverse questioni di carattere giuridico e morale. Ad esempio, nel 2016 è nato un bambino che presentava i geni di ben 3 genitori. I medici del New Hope Fertility Center di New York hanno eseguito un'operazione unica nel suo genere, finalizzata a estrarre il nucleo dell'ovulo di una donna e metterlo nell'ovulo donato da un'altra donna. L'embrione risultante è stato poi portato in grembo in totale sicurezza dalla madre numero uno. La procedura è stata intrapresa per dare alla luce un bambino sano: i primi due figli della coppia sono morti a causa della sindrome di Leigh. Su Internet non si trovano foto del bambino. Si tratta fortunatamente di una storia anonima.
Gli scienziati non sono ancora in grado di affermare se sia stato possibile evitare una recidiva della patologia genetica.
L'aspetto più importante di ciascuna storia di questo tipo (e ce ne sono centinaia, è impossibile elencarle tutte) è la relazione con il mistero del parto. E col mistero del concepimento.
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Il problema per i genitori del XX secolo era mantenere la segretezza dell'adozione. Sono state adottate leggi proprio per tutelare questo segreto. E l'incubo dei genitori adottivi era che il segreto sarebbe stato un giorno rivelato, interrompendo di fatto la relazione con il bambino. L'ultima tendenza psicologica, invece, prescrive ai genitori adottativi di raccontare al bambino le proprie origini sotto forma di favola: si può dire, ad esempio, che i genitori hanno lo hanno preso a cuore, ma non ha il loro stesso sangue. Esistono persino dei corsi per raccontare storie volti ai genitori adottivi.
Ma cosa si può dire al bambino riguardo alle sue origini, se questo nasce grazie alla tecnologia? Ad esempio, il Codice di Famiglia della Federazione Russa non include alcuna norma vertente sull'obbligo di tutelare il segreto riproduttivo, a differenza, invece, di quanto accade per il segreto d'adozione. Dalla parte del bambino vigono soltanto le norme a tutela dei segreti personali e familiari e dell'inviolabilità della vita privata. Ma non esiste alcuna norma che vieti ai genitori di dire a chiunque in che modo è stato procreato il bambino.
E quale storia poi raccontare a un bambino che ha 3 genitori biologici? O che è stato portato in grembo da 2 donne? E se fosse stato invece concepito con l'aiuto di un partner casuale trovato su un’applicazione? E se ancora fosse stato oggetto di una controversia legale fra i genitori, avvenuta quando il bambino si trovava ancora allo stadio di embrione congelato? Oppure, infine, se fosse nato dopo la morte del genitore?
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La nostra generazione, e quelle ancora più giovani, hanno dovuto rivolgersi a molti psicologi e psicoterapeuti per curare i loro traumi infantili: ad esempio, genitori che non compravano un determinato giocattolo, che gridavano, sgridavano, si schieravano con l'insegnante quando si riceveva un brutto voto, che non lasciavano andare i figli in discoteca la sera.
Ma chi e come riuscirà a riabilitare psicologicamente quei bambini che scopriranno di essere nati in esito alle complesse attività finanziarie, biologiche e di genere dei loro genitori?
Gli adulti confondono la possibilità di avere figli, donata dalla natura e da Dio, con il diritto inalienabile di avere figli, che può e deve essere raggiunto con qualsiasi mezzo. Questo include la divulgazione del segreto riproduttivo nella lotta per il nascituro.
Ampiamente nota è la controversia legale tra l’attrice hollywoodiana Sofia Vergara e il suo ex-partner Nick Loeb per il diritto di scongelare gli embrioni dopo la separazione della coppia: l'attrice ha vinto la controversia, impedendo così lo scongelamento. Loeb, invece, insisteva sul fatto che quegli embrioni fossero già bambini veri e propri e avessero diritto alla vita. Di conseguenza, oggi quegli embrioni sono tenuti in una provetta in attesa di tempi migliori. E se l'attore avesse vinto, cosa avrebbe detto ai bambini? Che la madre non voleva scongelarli? E, più precisamente, cosa avrebbero letto su Internet quei bambini?
Un bambino ha il diritto di preservare la sua innocenza infantile: non dovrebbe sopportare il pesante fardello della responsabilità della decisione di procreare in un modo o nell'altro o ancora di adottare. Questo non è un affare da bambini. Anche gli adulti non sono d'accordo su ciò che è normale e ciò che è inaccettabile, ciò che è buono e ciò che è peccato.
La domanda più importante a cui gli adulti devono rispondere è: le fantasie e i desideri dei futuri genitori devono essere limitati per il bene dei diritti e degli interessi dei futuri bambini? Vale la pena perseguire il progetto di genitorialità a tutti i costi? È possibile fare proprio tutto nella sfera riproduttiva? E, anche se tutto può essere fatto, poiché la tecnologia lo permette, è davvero conveniente porlo in essere? Sì, è proprio questa la domanda che dovremmo porci, focalizzandoci sugli interessi dell'uovo, non della gallina.
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La rivoluzione riproduttiva sta già producendo risultati inaspettati. Uno dei problemi più importanti per i bambini nati con le nuove tecnologie sta diventando l'identificazione delle loro origini biologiche. Soprattutto nei piccoli Paesi europei, dove le madri hanno usato la stessa banca del seme. C'è un'alta probabilità di incontrare un fratello o una sorella di sangue senza saperlo, e questo comporta enormi rischi biologici ed etici. E ci sono già casi noti in cui giovani che vogliono essere una coppia e avere figli hanno appurato di essere imparentati, poiché il loro padre biologico ha donato gli stessi spermatozoi alla banca del seme.
Alcuni paesi hanno adottato leggi che vincolano i bambini nati da donatori a rivelare il loro segreto d'origine. Di fatto, non esiste più la donazione anonima, il che contribuisce a modificare l’intero assetto socio-normativo. In Russia, la Corte suprema ha emanato una sentenza secondo la quale, in alcune situazioni, è consentito divulgare il segreto adottivo, ad esempio qualora sia necessario ottenere informazioni relative a patologie ereditarie, oppure per evitare matrimoni tra consanguinei. Il legislatore, quindi, dovrà prima o poi regolamentare questo tema.
Tra pochissimi anni, i bambini, procreati con tutti i mezzi possibili, diventeranno adulti e vorranno sapere la verità sulle loro origini. In questo momento è in corso un esperimento sociale, che sarà regolamentato a norma di legge solo dopo l’ottenimento dei relativi risultati.
Come è successo in Germania, con la legge sulla divulgazione dei nomi dei donatori di sperma, dopo che migliaia di bambini sono nati e sono cresciuti. E il modo migliore per evitare il dramma è quello di non commettere errori nella fase di progettualità riproduttiva. Trattate la generazione futura meglio di quanto trattereste i vostri stessi cari. "Approfittate di Madre Natura e concepite figli". Ma, se non funziona, perché non fare felici bambini già nati, adottandoli? Bambini che sono stati semplicemente procreati da genitori irresponsabili e che sono ora in attesa di un miracolo all’interno degli orfanotrofi?
Una donna incinta - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2020
Fecondazione “fai da te”, i rischi di un fenomeno in crescita
Sì, certo, ognuno vuole un figlio che porti il proprio sangue, ma i figli, in generale, non sono la fonte dell'immortalità biologica, ma di un grande amore. Tutti i figli: sia quelli degli altri, sia i propri.
La rivoluzione riproduttiva, il trionfo della tecnologia, del denaro e della volontà, come ogni rivoluzione, minaccia i suoi stessi figli. In questo caso, letteralmente. I bambini devono essere protetti dalle fantasie riproduttive e dalle vanità riproduttive degli adulti. Anche se questi adulti sono i loro genitori.
L'opinione dell'autore potrebbe non rispecchiare la posizione della redazione
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