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Il capo del Mossad atteso in USA, per discutere del programma nucleare iraniano

© AP Photo / Vahid salemiScienziati iraniani presso un impianto per la produzione di combustibile all'uranio per un reattore nucleare
Scienziati iraniani presso un impianto per la produzione di combustibile all'uranio per un reattore nucleare - Sputnik Italia, 1920, 05.12.2021
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Il direttore dell'Istituto per l'intelligence e servizi speciali israeliano (Mossad) David Barnea partirà alla volta di Washington per discutere con la parte americana delle azioni dell'Iran nell'ambito dello sviluppo del suo programma nucleare, ha annunciato il primo ministro di Israele, Naftali Bennett.
In visita negli USA, come reso noto in precedenza, si recherà anche il ministro della Difesa Benny Gantz. Il suo viaggio è in programma per la prossima settimana.

"Il primo round di colloqui a Vienna si è concluso senza alcun risultato. Gli iraniani, come ci si aspettava, conducono i negoziati in maniera fine. Hanno abbandonato tutti gli accordi precedenti e sono arrivati con un approccio molto aggressivo e arrogante", ha detto Bennett, aprendo la riunione del consiglio dei ministri.

Il premier ha osservato che il ministro della Difesa e il capo del Mossad partiranno per Washington nei prossimi giorni.
"Ora il nostro obiettivo è sfruttare l'intervallo di tempo che si è aperto tra i round dei negoziati per dire ai nostri amici negli Stati Uniti: ora è il momento di utilizzare una serie di strumenti diversa di fronte al rapido avanzamento dell'Iran nell'arricchimento dell'uranio", ha sottolineato Bennett.
Il Piano d'azione congiunto globale (JCPOA) è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea. L'accordo prevedeva la revoca delle sanzioni nei confronti dell'Iran, in cambio di restrizioni al programma nucleare iraniano, come garanzia che Teheran non avrebbe ottenuto armi nucleari.
Nel maggio 2018, l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale di Washington dal JCPOA, reimponendo anche sanzioni economiche all'Iran. Esattamente un anno dopo, la Repubblica islamica ha annunciato che avrebbe gradualmente smesso di rispettare gli obblighi del JCPOA, compresi quelli relativi all'arricchimento dell'uranio.
Questa settimana a Vienna dopo una lunga pausa, si è svolto il settimo round di negoziati sul nucleare iraniano. Giovedì, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha osservato che la recente retorica iraniana non ha dato motivi per essere ottimismi, sottolineando che Washington non accetterà lo status quo nell'accordo nucleare iraniano. Teheran deve dimostrare rapidamente la sua disponibilità a tornare al JCPOA, ha affermato Blinken.
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