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Confindustria: “La crescita industriale prosegue ma a ritmo meno sostenuto”

© AFP 2021 / DPA/ JAN WOITASIndustria automobilstica
Industria automobilstica - Sputnik Italia, 1920, 05.12.2021
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Nel quarto trimestre del 2021 un lieve rallentamento che per il Centro studi è “fisiologico”, ma nello stesso tempo è collegato anche alla mancanza di materie prime.
Dopo gli ottimi risultati dei primi tre trimestri dell’anno, in cui la produzione industriale ha fatto segnare rispettivamente +1,5%, +1,2% e +1%, il dato ha subito un lieve rallentamento, pur proseguendo con il segno positivo.
Secondo l’indagine del Centro studi di Confindustria nel quarto trimestre del 2021 la produzione industriale italiana sta proseguendo il trend di crescita ma con un passo meno sostenuto. Secondo lo studio, gli incrementi in ottobre (+0,1 per cento) e novembre (+0,2 per cento) implicherebbero una variazione trimestrale acquisita dello 0,2%.
Si tratta di un “fisiologico rallentamento” legato anche al fatto che l’Italia è quella che tra le grandi economie europee a settembre si posizionava meglio rispetto al periodo pre-pandemia. Il dato alla fine dell’estate faceva segnare un +1,5% rispetto a febbraio 2020, mentre Germania e Spagna non hanno ancora recuperato.
Ci sono, però, anche altri quattro fattori che incidono sul rallentamento:
la limitazione legata alla scarsità di alcune componenti e materie prime
il maggior ricorso alle scorte di magazzino
il rallentamento produttivo dei principali partner commerciali
il maggior grado di incertezza.

In calo la fiducia delle imprese di servizi

Il CsC rileva che gli indicatori congiunturali hanno continuato a segnalare una dinamica espansiva dell’attività nell’industria, e in crescita sia in ottobre che in novembre.
La fiducia delle imprese manifatturiere è salita in modo rilevante tra ottobre e novembre, per via del miglioramento dei giudizi e delle attese sui livelli di produzione e sugli ordini.
In calo, invece, quella delle imprese dei servizi di mercato: nonostante il grado di utilizzo degli impianti da parte delle imprese manifatturiere nel terzo trimestre abbia raggiunto il valore più alto dal dicembre 2018 (78,1%), la scarsità di manodopera, l’insufficienza di materiali, l’aumento dei costi di esportazione e l’allungamento dei tempi di consegna sono stati percepiti come elementi di crescente ostacolo alla produzione.
A pesare anche il forte incremento dei prezzi alla produzione di ottobre potrebbe esacerbare le tensioni dal lato dell’offerta tra la fine del 2021 e il primo trimestre del 2022.
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