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Trattato Italia-Francia, un rischio per la sovranità italiana?

© FotoIl volo delle pattuglie acrobatiche italiana e francese dopo la firma del “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese per una cooperazione bilaterale rafforzata” al Quirinale
Il volo delle pattuglie acrobatiche italiana e francese dopo la firma del “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese per una cooperazione bilaterale rafforzata” al Quirinale - Sputnik Italia, 1920, 03.12.2021
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“Patto storico. Italia e Francia più vicine”, così il premier Draghi ha definito il Trattato del Quirinale fra Parigi e Roma. Lasciando da parte retorica e suggestione da frecce tricolori, è utile comprendere se il trattato firmato da Draghi e Macron rappresenti un’opportunità per l’Italia o piuttosto un rischio per la sua sovranità.
L’Italia e la Francia hanno siglato un accordo di 12 punti che vanno dal tema militare a quello dello spazio, dalla questione energetica a quella dell’agroalimentare.
Il trattato franco-italiano ha scatenato cori di acclamazione da parte dei media, a parte qualche rara considerazione critica e pragmatica del testo, come nel caso della rivista Analisi e Difesa diretta da Gianandrea Gaiani.
E se in realtà l’Italia uscisse dal Trattato del Quirinale ancora meno protagonista in Europa? Una cosa è certa: gli interessi nazionali di Italia e Francia sono stati e sono spesso in netto contrasto, in primis nel teatro libico.
Di tale avviso è Lorenzo Valloreja, saggista e direttore del periodico on line “L’Ortis”, che attraverso le pagine del suo sito ha lanciato una petizione da presentare a Senato e Camera perché il Parlamento non ratifichi il Trattato del Quirinale.
-I media definiscono il trattato fra la Francia e l’Italia storico. Lorenzo Valloreja, qual è il suo punto di vista sul trattato del Quirinale? Perché non gioverebbe agli interessi italiani?
-Premetto che non sono contrario agli accordi bilaterali, i trattati sono tutti diversi però. La geopolitica è una scienza esatta dove ci sono dei teoremi e delle regole, ad ogni azione corrisponde una reazione.
Nel caso specifico non si può fare un trattato bilaterale così stringente con un Paese come la Francia, che è geopoliticamente una potenza di gran lunga superiore all’Italia. La Francia ha vinto la Seconda Guerra Mondiale, siede nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, è una potenza nucleare e ha le medesime sfere di influenza dell’Italia.
Per anni abbiamo avuto degli attriti con la Francia perché Parigi nel Nord Africa è competitiva nei confronti dell’Italia. Non dimentichiamoci che la caduta di Gheddafi e il caos li dobbiamo imputare alla Francia. La Francia ha creato il caos e ora deve porvi rimedio.
© FotoTrattato Italia - Francia
Trattato Italia - Francia - Sputnik Italia, 1920, 03.12.2021
Trattato Italia - Francia
-Quali sono i nodi principali del trattato per cui gli interessi dei due Paesi sono incompatibili?
-Nella parte militare vediamo che la Francia vuole usare la Marina italiana, pagata con i soldi dei contribuenti italiani, per coprirsi le spalle e fare scudo.
Il trattato infatti non è paritetico: alla Francia spetterà un peso maggiore. Nel momento in cui si riuniranno insieme i ministri dei due Paesi mentre il ministro francese verrà a controllare quello che fa il governo italiano, i nostri ministri viceversa faranno solo presenza.
Noi ci rimetteremo. Anche se unendo gli sforzi si riuscirà a spingere fuori la Turchia dalla Libia, in Libia ci rientrerà la Francia, non noi italiani, ci entrerà la Total che caccerà l’Eni.
Un altro tema critico è il nutriscore, il sistema di etichettatura a semaforo voluto da Parigi. Con questo patto la Francia aiuterà l’Italia nelle politiche agricole? È impensabile.
Anche da un punto di vista energetico andiamo in contrasto. Nel trattato si parla di green economy, che è diventata ormai la parola d’ordine in tutto il mondo. Con la green economy dobbiamo avere energia pulita e verde, per questo ci vuole l’elettrico. L’unica alternativa è l’energia nucleare: la Francia sulle centrali nucleari ha un know how terrificante. Vedremo in futuro come la Francia ci venderà le centrali, i know how e anche la corrente. L’Italia con questo trattato diventerà un Paese satellite della Francia.
-Dal punto di vista politico in Europa l’Italia rischia di avere un peso minore e una libertà d’azione limitata rispetto alla Francia in seguito a questo trattato?
-L’Italia non avrà nessuna libertà. Con questo trattato l’Italia perde ogni spiraglio di sovranità. Il presidente Mattarella è un presidente uscente. Per seguire bene il trattato non lo si può firmare a due mesi dalla fine del mandato. Con un trattato simile si influenza la politica dei prossimi 20 anni.
Mario Draghi è indubbiamente un uomo a livello europeo di una grandissima autorevolezza, però c’è un dettaglio: Mario Draghi in questa battuta non gioca come il presidente della BCE, è il premier del governo italiano, che è stato nominato dal Parlamento italiano, non è stato eletto.
Ora si deve occupare di pandemia e non di trattati internazionali. Dopodiché ci saranno le elezioni. Draghi e Mattarella non hanno compiuto un atto illegale, ma la firma del trattato è politicamente scorretta e fuori luogo.
-Ci può parlare della vostra petizione e della raccolta firme che avete lanciato contro la ratificazione del trattato?
-Vogliamo far conoscere a quanti più cittadini possibili la realtà dei fatti. Noi dobbiamo svegliare le coscienze all’interno del Parlamento, mi rivolgo alle forze che oggi stanno all’opposizione, che dovrebbero fare le barricate in Parlamento perché il trattato non venga ratificato. La petizione si rivolge al presidente della Camera e al presidente del Senato per dare conoscenza a tutti i parlamentari e ai senatori di opporsi alla ratifica. Vogliamo far capire che da parte della popolazione c’è la volontà di non svendere la nostra sovranità. Chi è a favore del trattato potrebbe dire che un simile accordo è stato già firmato dalla Francia e dalla Germania nel 2019. In quel caso ha funzionato, nel nostro la situazione è diversa.
-Per quale motivo ?
-La Germania ha delle sfere di influenza completamente diverse dalla Francia, Parigi guarda al Sud, ai Balcani e al Medioriente; la Germania guarda al Nord Europa, all’Europa centrale, ai Paesi Baltici, alla Polonia e all’Ucraina. Berlino ha degli obiettivi ad est, non vi sono quindi scontri geopolitici con la Francia.
La Germania sviluppa la sua ricchezza su una industria di precisione, di elettronica, mentre nell’economia della Francia ha avuto sempre un ruolo fondamentale l’agricoltura, ecco perché l’agroalimentare è in mani francesi.
-Qualora si ratificasse il trattato quale sarebbe il rischio maggiore per l’Italia?
-Oggi ci stiamo legando mani e piedi alla Francia. Il Mediterraneo sta vivendo una grande confusione, l’Italia invece oggi ha bisogno di tutto tranne che di confusione.
Non dimentichiamoci del problema immigrazione, fenomeno che coinvolge principalmente l’Italia e i Paesi Balcanici. Del flusso dei migranti, al di là delle ragioni climatiche, c’è un colpevole: la Francia. Con questo trattato la Francia metterà in discussione il suo franco CFA in Africa?
L’Italia non vedrà risolto di un millimetro il problema dell’immigrazione, che ogni giorno aumenterà per via della povertà in Africa causata dai francesi che la sfruttano.
Non sono contro i cittadini francesi, ma la classe politica francese ha avuto delle politiche imperialistiche e guerrafondaie che hanno massacrato il Mediterraneo. Per questo noi dobbiamo assolutamente opporci al trattato.
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