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Manovra, continua dialogo governo-sindacati: "Oltre 3 mld di taglio alle tasse per i redditi bassi"

© Foto : Palazzo ChigiDraghi e Landini
Draghi e Landini  - Sputnik Italia, 1920, 03.12.2021
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Ancora fumata grigia dopo l'incontro di ieri a Palazzo Chigi. Oggi Draghi tornerà ad incontrare le sigle confederali, con il Consiglio dei Ministri all'orizzonte.
Continua la dialettica tra governo e sindacati sulla questione manovra, con le parti che sembrano però ancora lontane, nonostante l'incontro di ieri.
Cgil, Cisl e Uil sul piede di guerra da giorni, per il progetto di taglio delle tasse, hanno ribadito la propria insoddisfazione in relazione a quanto proposto sinora dall'esecutivo e hanno minacciato di andare avanti con la mobilitazione e gli scioperi, nel caso in cui non dovessero essere applicati ulteriori cambiamenti.
"Ci hanno detto che domani intendono andare in Consiglio dei ministri. Domattina il presidente farà un nuovo passaggio con i sindacati confederali. Se su pensioni, fisco e precarietà le cose rimangono come adesso, il giudizio è di insuffienza e sarà necessario proseguire le mobilitazioni e valutare insieme quali iniziative mettere in campo", ha dichiarato Maurizio Landini, segretario generale Cgil.
Stando a quanto filtrato, nel corso del summit di ieri a Palazzo Chigi, Draghi avrebbe chiarito che il 47% delle risorse destinate al taglio delle tasse in manovra andranno ai redditi più bassi.
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In particolare, il ministro Franco avrebbe mostrato come ai redditi fino a 15.000 euro annui sarebbero destinati 1,1 miliardi e a quelli tra i 15.000 e i 28.000 altri 2,2.
In sostanza, si tratterebbe di 3,3 miliardi, pari ad oltre la metà dei 7 destinati al taglio dell'Irpef, ai quali si dovrebbe poi aggiungere un altro miliardo circa per il taglio dell'Irap, portando così l'ammontare ad 8 miliardi per l'intera Manovra.
Le tabelle mostrate dal governo, indicano però che a guadagnare di più dal progetto di legge sarebbe la fascia tra i 50.000 e i 55.000 euro di reddito, nonostante non sia quella per cui viene fatto il maggiore investimento.
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Scendendo nel dettaglio, i conti fatti dal governo prevedono infatti un risparmio di 61 euro per i redditi fino a 15.000 euro, di 150 euro per quelli tra i 15.000 e i 28.000 euro, di 417 euro per quelli tra i 28.000 e i 50.000 euro, di 692 euro per quelli tra i 50.000 e i 55.000 euro, di 468 euro per quelli tra i 55.000 e i 75.000 euro e di 247 euro per quelli oltre i 75.000 euro.
Cifre che non rassicurano le sigle sindacali, che chiedono maggiori tutele proprio per i lavoratori a basso reddito e per i precari.
"Bisogna dare risposte ai tanti precari e lavoratori che hanno fatto camminare il Paese. Anche sulle pensioni non ci sono le risposte attese", è stato il commento del segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri.
Per venire ulteriormente incontro alle richieste dei sindacati, il governo non esclude infine una decontribuzione una tantum per quest'anno, da finanziarsi con i 2 miliardi di avanzo sul 2022 derivanti dal minor costo del taglio di Irpef e Irap.
Nonostante gli sforzi, però, non è detto che si riesca a raggiungere una quadra, e non è quindi remota la possibilità che l'esecutivo possa decidere di andare avanti lo stesso sulla strada tracciata.
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