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L’Italia “irrazionale” della pandemia: per tre milioni di cittadini il Covid non esiste

© Sputnik . Danilo Garcia di Meo / Vai alla galleria fotograficaMisurazione della temperatura
Misurazione della temperatura - Sputnik Italia, 1920, 03.12.2021
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Tra paure e povertà il 55esimo rapporto del Censis dipinge un quadro sociale del Paese che accanto a una maggioranza consapevole annida anche una sacca di negazionisti, vittime o consapevoli diffusori di fake news. E c’è anche una fetta di disillusi sulla ripresa economica.
Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni) il Covid non esiste, per il 10,9% il vaccino è inutile. Il 5,8% è convinto che la Terra sia piatta, per il 10% l'uomo non è mai sbarcato sulla Luna, per il 19,9% il 5G è uno strumento sofisticato per controllare le persone.
Sono soltanto alcuni dei dati che emergono dal 55esimo rapporto del Censis che fotografa un'Italia "irrazionale", frutto, ma solo in parte della pandemia.
C’è da una parte la stragrande maggioranza di italiani che mantengono un approccio realista e saggio e poi c’è "un'onda di irrazionalità", "la spia di qualcosa di più profondo", che nasce da aspettative soggettive tradite.
Una minoranza complottista e negazionista che si nutre e diffonde fake news e teorie folli.

I cospirazionisti

Sempre nell’ambito della pandemia, il Censis rileva che un italiano su tre, il 31,4% pensa che il vaccino sia un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie.
Per il 12,7% la scienza produce più danni che benefici e c’è addirittura un 39,9% di italiani che crede alla teoria cospirazionistica del “gran rimpiazzamento”, cioè il pericolo della sostituzione etnica.

Tanta insoddisfazione e disillusione

Per il Censis dietro questo spirito negazionista e irrazionale ci sono anche aspettative non soddisfatte.
L'81% degli italiani ritiene che oggi è molto difficile per un giovane vedersi riconosciuto nella vita l'investimento di tempo, energie e risorse profuso nello studio; il 35,5% è convinto che non conviene impegnarsi per laurearsi, conseguire master e specializzazioni, per poi ritrovarsi invariabilmente con guadagni minimi e rari attestati di riconoscimento.
Per la maggioranza, il 51,2%, nonostante la crescita del Pil di quest'anno, non torneremo più alla crescita economica e al benessere del passato.
Il 69,6% si dichiara molto inquieto pensando al futuro, e il dato sale al 70,8% tra i giovani.

Sempre più poveri

Gli italiani, nella pandemia, hanno subito un pesante impoverimento: due milioni di famiglie vivono in povertà, soprattutto al Nord, +104,8% rispetto al 2010 (980.000).
A incidere sul budget familiare ci sono soprattutto le spese per l'energia.
“Nel 2018 le famiglie italiane che si trovano al di sotto della soglia di povertà impiegavano mediamente il 17,8% del proprio reddito per il pagamento delle bollette e delle altre spese di casa. Questa quota scende a meno della metà (8,1%) per le famiglie al di sopra della soglia di povertà".

Studenti depressi

A subire uno dei contraccolpi più pesanti da parte della pandemia sono stati gli studenti, costretti a mesi di isolamento e Dad.
L'81,0% dei 572 dirigenti scolastici di scuola secondaria di secondo grado intervistati dal Censis segnala che sono sempre più diffuse forme di "depressione e disagio esistenziale".
Inoltre, l'ultima rilevazione Invalsi ha evidenziato un peggioramento delle performance degli studenti italiani rispetto al 2019.
Oltre il 65% dei presidi intervistati, ritiene che con la Dad non si è riusciti a instaurare una valida relazione educativa, mentre il 59,5% imputa una responsabilità non all'uso della Dad in sé, ma al suo utilizzo in un periodo come quello pandemico, con tutto il suo portato di disagio per studenti e docenti.

Le donne diventate vittime

Il Censis lancia poi l’allarme sulla violenza contro le donne.
Nonostante le denunce per reati di genere siano diminuite negli ultimi venti mesi di emergenza sanitaria, nel 2020 sono state uccise 116 donne, 99 delle quali in ambito familiare o affettivo, 67 per mano del partner o di un ex.
Nell’anno del Covid-19 le donne chiuse in casa hanno avuto più paura, tanto che sono cresciute in maniera esponenziale le richieste di aiuto: nel 2020 si sono registrate 31.688 chiamate al numero verde 1522 (+48,8% rispetto al 2019). Di queste, 11.653 erano vittime di violenza e 1.342 di stalking.
Non sicure a casa, ma anche per strada, dove il 75,8% delle donne intervistate dichiara di avere paura di camminare o prendere i mezzi pubblici la sera, contro il 41,6% degli uomini.
Altro squilibrio a danno delle donne quello sull’occupazione. Nel primo semestre 2021 le donne occupate hanno continuato a diminuire: sono 9.448.000, alla fine del 2020 erano 9.516.000, nel 2019 erano 9.869.000.
Durante la pandemia 421.000 donne hanno perso o non hanno trovato lavoro. L'Italia si colloca all'ultimo posto tra i Paesi europei, guidati dalla Svezia, dove il tasso di attività femminile è pari all'80,3%, e siamo distanti anche da Grecia e Romania, che con il 59,3% ci precedono immediatamente nella graduatoria.
Inoltre, la retribuzione per una donna è inferiore del 18% rispetto alla media, di 93 euro, mentre quella di un uomo è del 12% superiore.

I pensionati che reggono le famiglie

È sempre più forte la rilevanza “sociale delle pensioni”, secondo il Censis.
“Il 69,7% degli italiani pensa infatti che gli anziani siano il bancomat di figli e nipoti".
Nel 2020 le famiglie con almeno un pensionato da lavoro sono 8,7 milioni (pari al 33,4% del totale), con un aumento del 2,1% rispetto al 2019, ovvero 177.000 nuclei familiari in più.
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