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Covid, Di Maio: “Siamo pronti a qualsiasi misura per evitare nuove chiusure”

© Sandro WeltinLuigi di Maio al Consiglio d'Europa
Luigi di Maio al Consiglio d'Europa - Sputnik Italia, 1920, 03.12.2021
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Il ministro degli Esteri ha sottolineato che sarà necessario implementare tutte le possibili misure che verranno messe sul tavolo dalla comunità scientifica per contrastare la risalita dei contagi: “Tutti i Paesi stanno adottando misure più rigide”.
È categorico il ministro degli Esteri Luigi Di Maio quando, a margine dei Rome Med Dialogues in corso nella Capitale, dice che per evitare chiusure si farà tutto quanto è necessario e verranno adottate “tutte le misure che la comunità scientifica proporrà”.
Una presa di posizione netta per non perdere i traguardi raggiunti, stabilizzando i contagi in vista di Natale e iniziando a farli “calare”.
“Dobbiamo valutare tutte le misure che servono ad evitare, ad esempio, il blocco della mobilità tra le regioni, che sicuramente impedirebbe di passare serenamente il Natale".

L’Italia è in posizione di vantaggio rispetto ad altri

Il ministro ha proseguito analizzando la situazione di altri Paesi e il peggioramento della pandemia in diverse aree del mondo e d’Europa.
E Di Maio ha voluto ricordare "le polemiche di quando abbiamo stabilito che il green pass era obbligatorio sui luoghi di lavoro" e “si diceva che l'Italia aveva le misure più rigide di tutto il mondo”, ma “guardate cosa sta avvenendo ora intorno a noi”, ha aggiunto facendo riferimento ad Austria e Germania.
La Frauenkirche a Dresda, in Germania - Sputnik Italia, 1920, 02.12.2021
In Germania tempi duri per chi rifiuta vaccino anti-Covid: preclusa gran parte vita sociale
Di Maio ha sottolineato come l'Italia, grazie alla campagna vaccinale e a quella di richiamo si trovi attualmente in una situazione di vantaggio rispetto ai vicini europei, ma ha invitato a non abbassare la guardia.
"Tutti i paesi stanno adottando misure rigide. Noi in questo momento possiamo permetterci il lusso di non discutere ancora di obbligo vaccinale solo perché abbiamo l'87% della popolazione vaccinata e dobbiamo continuare a lavorare per convincere a vaccinarsi la parte rimanente".
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