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UE, plauso dei vescovi al ritiro delle linee guida sul Natale: "Nessuna inclusione senza identità"

© Sputnik . Leonardo ToloneseVaticano, piazza San Pietro
Vaticano, piazza San Pietro - Sputnik Italia, 1920, 02.12.2021
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La Cei plaude alla decisione della Commissione europea di ritirare le linee guida che volevano 'cancellare' il Natale: "L'inclusione non si ottiene rinnegando la propria identità".
L’inclusione non si ottiene sicuramente “rinnegando se stessi, la propria identità e la propria cultura".
Così i vescovi italiani hanno commentato la decisione della Commissione europea di ritirare le controverse linee guida sulla comunicazione inclusiva, in cui si invitavano i cittadini europei a sostituire il termine Natale con un più “politicamente corretto” festività, evitare nomi cattolici come Maria e Giovanni o abolire il tradizionale signore e signori sostituendolo con cari colleghi.
Dopo le polemiche, come ricorda Avvenire, la commissaria all’Uguaglianza Helena Dalli aveva chiarito come le linee guida non fossero “un documento maturo” e come non soddisfacessero
“tutti gli standard di qualità della Commissione”.
Inoltre, nella versione in italiano del suo discorso, si è scusata per “l'offesa involontaria che la pubblicazione di questo documento ha causato ad alcuni”.
Un passante di fronte alla sede della Commissione Europea a Bruxelles - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
"Buone feste" e non "Buon Natale": l'Ue consiglia quali espressioni è meglio evitare
Vincenzo Corrado, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, plaudendo al ritiro delle linee guida europee, chiarisce che l'inclusione "nasce dalla memoria viva che si rinnova continuamente nelle persone”.
“È questa – prosegue - la bellezza e la ricchezza di incontri aperti alla conoscenza e non all'esclusione".
La sede della Commissione Europea - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
Salvato il 'Buon Natale': сommissaria Dalli fa retromarcia sulla comunicazione inclusiva
Sul caso, nei giorni scorsi, era intervenuto anche il segretario di Stato della Santa Sede, il Cardinale Pietro Parolin. “Credo che sia giusta la preoccupazione di cancellare tutte le discriminazioni”, ha detto intervistato da Vatican News. “Però, a mio parere, - aveva aggiunto - questa non è certamente la strada per raggiungere questo scopo”.

“Alla fine – aveva detto Parolin - si rischia di distruggere, annientare la persona, in due direzioni principali. La prima, quella della differenziazione che caratterizza il nostro mondo, la tendenza purtroppo è quella di omologare tutto, non sapendo rispettare invece anche le giuste differenze, che naturalmente non devono diventare contrapposizione o fonte di discriminazione, ma devono integrarsi proprio per costruire un'umanità piena e integrale. La seconda: la dimenticanza di ciò che è una realtà. E chi va contro la realtà si mette in serio pericolo”.

Il cardinale ha poi insistito sulla pericolosità di voler cancellare le radici cristiane dell’Europa: “Distruggere la differenza e distruggere le radici vuol dire proprio distruggere la persona”.
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