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Ue, Italia prima per evasione dell'Iva: 30 miliardi bruciati nel 2019

© REUTERS / Yves HermanIl quartier generale della Commissione Europea a Bruxelles
Il quartier generale della Commissione Europea a Bruxelles - Sputnik Italia, 1920, 02.12.2021
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Ammontano a 134 miliardi di euro i mancati incassi dell'Iva in Europa nel 2019. Italia prima in classifica con 30 miliardi persi.
L’Italia è maglia nera in Europa per l’evasione dell’Iva. Lo dice l’ultimo rapporto della Commissione europea in cui si certifica come l’Italia nel 2019 abbia perso oltre 30 miliardi di entrate a causa proprio dei mancati versamenti.
Il nostro Paese, come si legge sul sito dell’agenzia Agi, è invece quinto in Europa in termini di divario, al 21,3 per cento, tra il gettito previsto e quello effettivamente riscosso. Prima di noi ci sono la Romania con il 34,9 per cento, la Grecia con il 25,8 per cento e Malta con il 23,5 per cento. Dopo di noi c’è la Germania, con 23 miliardi.
In totale, sul Vecchio Continente nel 2019 sono andati in fumo 134 miliardi di euro di gettito fiscale proveniente dall’Iva.
Oltre a frode e evasione, tra i motivi dei mancati incassi ci sono fallimenti, insolvenze e irregolarità amministrative.
Euro - Sputnik Italia, 1920, 30.05.2020
Cgia: con il lockdown cala l'evasione fiscale (-27,5 miliardi di euro)
Il dato, nel complesso, è comunque positivo rispetto all’anno precedente con un calo del divario di circa 7 miliardi negli Stati membri. Ancora non è chiaro, però, l’impatto che ha avuto la pandemia sulle entrate relative al 2020.
"Il divario dell'Iva continua a destare grande preoccupazione, soprattutto in considerazione dell'enorme fabbisogno di investimenti che i nostri Stati membri dovranno affrontare nei prossimi anni”, ha commentato però il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, citato dalla stessa agenzia di stampa.
“Le cifre di quest'anno – ha reso noto l’ex premier italiano - corrispondono a una perdita superiore a 4mila euro al secondo".
"Si tratta di perdite inaccettabili per i bilanci nazionali, - ha detto - e costringono i cittadini e le imprese a recuperare il disavanzo con altre imposte per finanziare servizi pubblici fondamentali”.
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