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Ruby Ter, Maurizio Paniz a Sputnik: "Berlusconi? Dovrebbero risarcirlo facendolo senatore a vita"

© AP Photo / Alessandra TarantinoSilvio Berlusconi
Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 02.12.2021
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L'avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia che difese Emilio Fede commenta gli ultimi risvolti del processo che vede coinvolto l'ex premier Silvio Berlusconi. E sulla petizione anti-Cav di Travaglio dice: "Non è corretto cercare di impedirgli di candidarsi al Quirinale"
“Non si può impedire a Berlusconi di candidarsi ad essere il prossimo presidente della Repubblica, e non è corretto neppure tentare di impedirglielo”. Maurizio Paniz, avvocato, per anni parlamentare di Forza Italia e legale dell’ex direttore del Tg4, Emilio Fede, nel processo Ruby, commenta così l’iniziativa del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, contro la possibile candidatura dell’ex premier al Quirinale. E con Sputnik Italia parla di come gli ultimi risvolti del processo Ruby Ter potranno incidere sulle questioni all’ordine del giorno dell’agenda della politica italiana.
— È notizia di qualche giorno fa che il processo Ruby Ter andrà avanti lo stesso per “falsa testimonianza” nonostante i verbali delle deposizioni di 18 ragazze fossero stati dichiarati inutilizzabili lo scorso novembre. Cosa ne pensa?
— Ho sempre pensato che la vicenda Ruby non meritasse di avere sviluppi in sede penale né nei confronti di Berlusconi, né nei confronti delle altre persone coinvolte, a partire da Emilio Fede. Ovviamente, il percorso giudiziale risente di tempi ormai consueti della giustizia italiana: ingiustificatamente lunghi per un Paese civile.
— Crede che con le riforme del governo Draghi quest’ultimo aspetto possa essere risolto?
— Non credo che cambierà granché.
— Cosa rischia Berlusconi se venisse condannato?
— Secondo me non verrà condannato, quindi non rischia nulla.
— Però è proprio su questa e altre vicende giudiziarie che si fonda la petizione lanciata da Marco Travaglio e dal Fatto Quotidiano contro l’ipotesi della candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale…
— Non solo non si può impedire a Berlusconi di candidarsi ad essere il prossimo presidente della Repubblica, ma non è nemmeno corretto tentare di impedire questa strada.
Il presidente Berlusconi è stato ingiustamente estromesso dal Parlamento italiano. Può solo essere riabilitato con la nomina di senatore a vita. Se decidesse di correre per la presidenza della Repubblica lo può fare come lo può fare qualsiasi altro cittadino perché non gli mancano i requisiti.
Poi, i parlamentari saranno talmente intelligenti da capire autonomamente se è una candidatura percorribile o no. Ma questo rientra nelle prerogative del Parlamento.
— Con sessanta processi all’attivo, lo definirebbe un “perseguitato” dalla giustizia?
— Come tutti coloro che hanno una pluralità di vicende che si concludono tutte in senso favorevole credo che si debba parlare come minimo di persecuzione. Poi, per carità, l’azione penale in Italia è obbligatoria, e la magistratura ha l’autonomia e l’indipendenza per farla. Probabilmente la quantità di procedimenti e l’esito degli stessi dimostra qual è il credito che poi si può dare alla magistratura, soprattutto inquirente, in determinate vicende.
— Quindi secondo lei ha ragione Palamara?
— Palamara ha detto ciò che tutti gli operatori del diritto ad un certo livello sapevano già benissimo.
La mancanza di immunità dei parlamentari, eliminata alla fine degli anni ’90, ha determinato l’assenza di un contrappeso all’autonomia e all’indipendenza dei magistrati. La Costituzione originaria aveva un equilibrio molto preciso, oggi questo equilibrio non c’è più.
L’autonomia e l’indipendenza, che sono due valori molto significativi qualche volta trasmodano nella discrezionalità o nell’eccesso di iniziative. D’altra parte alcune intercettazioni, come quelle di cui parla Palamara, e che sono assolutamente inequivoche nel loro contenuto e nella loro veridicità, confermano quello che le sto dicendo.
Ci sono eccessi per ragioni non giuridiche, ma spesso politiche o di altro genere. Questo evidentemente ha fatto crollare in maniera vertiginosa la fiducia nei confronti della magistratura.
— Pensa che il processo Ruby Ter possa influire sulla partita del Quirinale?
— Non credo ci sarà un impatto negativo per quanto riguarda la pendenza dei procedimenti penali. Il tempo ha dimostrato quante infondate fossero molte iniziative di questo tipo. Io estendo il discorso dalla vicenda Ruby, alle migliaia di cittadini italiani che non vedono la giustizia viaggiare velocemente, e quindi non riescono ad avere giustizia nei tempi auspicati: questo è il male del nostro Paese. Pensi a quello che è successo all’ex ministro Calogero Mannino: agli arresti domiciliari per anni, una carriera distrutta, per che cosa? Per essere assolto perché i fatti non sussistono. Tutto questo è inaccettabile.
— Qual è la soluzione?
— Una selezione molto più attenta e accurata dei magistrati. E la consapevolezza in capo ai magistrati di dover essere al servizio del popolo, e non che sia il popolo al loro servizio.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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