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Per Ocse, Pil Italia al +6,3% nel 2021 e 4,6% nel 2022. Pnrr cruciale con le riforme

© Sputnik . Pavel Bednyakov / Vai alla galleria fotograficaLa basilica di San Pietro in Vaticano
La basilica di San Pietro in Vaticano - Sputnik Italia, 1920, 02.12.2021
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Le aspettative sul Pil dell’Italia nel 2021 sono alte e vengono confermate dalle stime preliminari, sempre più accurate, di molti enti nazionali e sovranazionali. Secondo l’ultima stima dell’Ocse (OECD), il prodotto interno lordo dell’Italia nel 2021 dovrebbe toccare il +6,3%.
Un ottimo recupero di quanto perduto nel 2020 e non ancora un boom economico, poiché quest’ultimo è atteso se si sapranno fare le riforme giuste e se si sapranno spendere i fondi che giungono dall’Unione Europea attraverso il Piano Next Generation EU. Lo ricorda anche l’Ocse: riforme e fondi europei sono fondamentali.
Nel 2022 l’Italia dovrebbe recuperare completamente il Pil perduto nel 2020 (-8,9%), crescendo del +4,5% e nel 2023 potrebbe crescere di un ulteriore +3,2%.
Crescite che l’Italia non ha messo a segno, cumulativamente, negli ultimi 30 anni circa.
Per quanto riguarda l’importante rapporto deficit/Pil, l’Ocse stima una diminuzione del 9,4% nel 2021, del 5,9% nel 2022 e del 4,3% nel 2023. Valori percentuali che riporterebbero il rapporto deficit/pil sui livelli pre-pandemia, ma che resterebbero comunque molto alti.
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Cosa serve all’Italia per fare il salto di qualità?

Per un vero salto di qualità all’Italia serve “l’attuazione di riforme strutturali per digitalizzare e snellire i sistemi di giustizia civile e fallimentare, aumentare la concorrenza, soprattutto nei servizi, e aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione rimane cruciale, insieme alla riforma fiscale per ridurre il cuneo e la complessità delle imposte sul lavoro”, scrive l’Ocse, come riportato da RaiNews.
Attenzione anche ai crediti deteriorati presenti nelle pance delle banche.

Il quadro mondiale

La situazione dell’Italia si inserisce nel più ampio quadro internazionale, dove l’Ocse taglia leggermente il Pil globale, che passa dal +5,8% al +5,6%.
A pesare maggiormente la pandemia, che a più riprese crea chiusure e restrizioni in varie aree geografiche del pianeta.
E questa condizione non ha aiutato le industrie di alcuni settori e non ha favorito la catena di approvvigionamenti, che si trova in varie aree del pianeta in forte ritardo nella consegna delle merci.
Tuttavia, l’Ocse fa notare che la ripresa globale prosegue anche se “ha perso slancio e sta diventando sempre più squilibrata”.
I paesi a basso reddito, in particolare, rischiano di restare indietro, se non aiutati. Qui servono i vaccini, che spesso non sono ancora arrivati, fa notare ancora l’Ocse.
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