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Mercato dell’auto in Italia a un bivio? I dati di novembre sono molto negativi: -24,6%

CC0 / Pixabay.com / Fiat 500 Abarth
Fiat 500 Abarth - Sputnik Italia, 1920, 02.12.2021
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Il mercato dell’auto in Italia non decolla, resta bene incollato a terra e sospeso nell’incertezza della transizione ecologica.
Nel mese di novembre le immatricolazioni sono state 104.478, il -24,6% rispetto al mese di novembre 2020. I dati del Ministero dei Trasporti, pubblicati dall’Ansa, non lasciano molto spazio ai dubbi, il settore dell’automotive vive una fase di trasformazione che riguarda la transizione all’elettrico, a cui si aggiunge la scarsità di microchip.
Tornando ai dati ufficiali, Stellantis registra il dato peggiore, con un crollo del -33,3% e un totale di immatricolazioni per il gruppo di 518.025, che indicano una crescita complessiva del +6,3% rispetto al 2020: molto poco.
Se confrontassimo le immatricolazioni in Italia del 2021 con il 2019, ci accorgeremmo che il calo è del -31%.

La crisi dei microchip pesa

La crisi dei microchip pesa e l’indagine del Ministero lo ha messo in luce, viene considerata la prima e “catastrofica” causa del crollo delle immatricolazioni.
Le auto moderne dipendono molto dall’elettronica e la carenza di chip causato dalla pandemia rallenta l’arrivo dei chip in fabbrica. L’automotive, infatti, non crea un magazzino di riserva per questo tipo di componentistica.
automobili - Sputnik Italia, 1920, 26.11.2021
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Transizione all’elettrico

A pesare è anche la transizione all’elettrico. Gli acquirenti sono incerti sul da farsi, scrive il Centro Studi Promotor, citato dall’Ansa.
Da un lato, le auto elettriche sono troppo costose e questo scoraggia l’acquisto, dall’altra, si preferisce non acquistare un'autovettura con motore endotermico, nel timore che possa ben presto essere messa fuori mercato e diventare difficile rivenderla.

L’auto elettrica ha costi “inaccettabili”

Carlo Tavares, l’amministratore delegato di Stellantis, ha rotto gli indugi e pubblicamente ha affermato che i costi dei veicoli elettrici per i produttori, sono oltre i limiti della sostenibilità economica e sociale, riporta il Financialounge.
La pressione che stanno ricevendo per accelerare la transizione dall’endotermico all’elettrico rischia di mettere a repentaglio posti di lavoro a migliaia.
In Italia, in effetti, una recente ricerca del Corriere della Sera mostra che si potrebbero perdere 60mila posti di lavoro nei prossimi anni.
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