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Caso Prosek, Patuanelli accusa l’UE di tutelare Dop-Igp solo a parole

© FotoProsecco di Valdobbiadene
Prosecco di Valdobbiadene  - Sputnik Italia, 1920, 02.12.2021
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L’Italia prova a difendersi dagli attacchi alle sue produzioni alimentari autoctone, ma l’Unione Europea difende il Dop e l’Igp solo a parole. Questa, in sintesi, la posizione del ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.
Il riferimento è alla battaglia legale sul Prosek sloveno, giudicato essere una sfacciata imitazione del Prosecco italiano.
E Patuanelli non usa mezze misure:
“L’attacco alle nostre produzioni tradizionali va inquadrato in un percorso di tutela delle Dop, delle indicazioni geografiche, che a parole l’Unione Europea continua a voler promuovere, ma che invece nei fatti mette in discussione con alcuni atteggiamenti che sono oggettivamente incomprensibili”, come riporta Askanews.
Parole che il ministro ha riferito in audizione davanti alle Commissioni Agricoltura di Senato e Camera riunite, per parlare dei progetti relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e alla definizione del Piano strategico nazionale (Psn), che si inserisce nell’ambito della nuova politica agricola comune (Pac), approvato di recente dal Parlamento Europeo. Piano, quest’ultimo, che ha fatto discutere, perché di Green Deal non ha nulla e perché premia le multinazionali e non le piccole aziende agricole o zootecniche.

La riforma delle indicazioni geografiche depotenziate

Il ministro Patuanelli lancia l’allarme anche sulle indicazioni geografiche protette, affermando che in Europa si parla di riforma e che la riforma rischia di depotenziare, e non di rafforzare, lo strumento di protezione delle Igp.
“Credo che anche la riforma delle Indicazioni geografiche sia da valutare con grande attenzione, perché noi vorremmo sempre più strumenti di tutela delle Ig e non sempre meno”.
E per quanto riguarda il Prosek, usato all'estero e che vuol fare concorrenza al Prosecco, così si esprime il ministro:
“Non credo che nessuno possa preoccuparsi di una produzione come il Prosek che è limitatissima e che non intaccherà mai il valore enorme del Prosecco, ma riteniamo che possa essere un grimaldello, una chiave di entrata nell’istituzionalizzazione dell’Italian sounding, che francamente non è accettabile”.
Patuanelli conferma l’impegno sulla protezione del Prosecco ed è pronta ad arrivare fino alla Corte Europa di Giustizia, se la Commissione europea non darà ragione all’Italia sul tentativo di copiare il nome del Prosecco italiano.
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