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Processo Covid-19 a Bergamo, tante le incongruenze sul rapporto dell’Oms

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliCimitero monumentale della città di Bergamo
Cimitero monumentale della città di Bergamo - Sputnik Italia, 1920, 01.12.2021
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A Bergamo prosegue l’indagine sul famoso rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che criticava l’Italia per l’inadeguatezza del suo piano pandemico.
Rapporto prima pubblicato e poi sparito dalla circolazione.
Secondo il procuratore di Bergamo, Antonio Chiappani, allo stato attuale l’unica certezza che si ha è che “ci sono molte incongruenze che riguardano più versioni date da più soggetti”, ha detto il magistrato al Corriere della Sera.
Le persone sentite sono state tante, tra politici, cariche di governo, e altre persone ascoltate come persone informate dei fatti.

Ora “ci sono valutazioni da fare e migliaia di documenti da verificare, comprese le trascrizioni dei messaggi scambiati”, ha continuato il procuratore di Bergamo precisando che allo stato attuale non ci sono indagati.

Al piano pandemico, ha spiegato ancora il procuratore, ci si è arrivati perché si indagava sulla prima risposta data dalle autorità sanitarie alla pandemia.
Si indaga su errori ed omissioni e così si è approdati al piano pandemico, dove “siamo incappati nella mancanza di aggiornamento del Piano pandemico. Più in generale direi che è stata saltata la fase “pre pandemica” e ci si è mossi con una gestione non programmata della crisi”, ha affermato il magistrato bergamasco.
Cosa sarebbe cambiato con il piano pandemico? Questa risposta la procura di Bergamo l’ha affidata al professore e opinionista Andrea Crisanti, al quale è stata chiesta una consulenza.

Ad ogni modo: “Il Piano è una linea programmatica ministeriale, andava applicato”, ha concluso Chiappani.

Giustizia per le vittime

Il magistrato ha fatto notare anche che la strada è difficilissima e che da tutte le procure d’Italia dove sono state presentate denunce, stanno fioccando solo archiviazioni. Il problema è che in una Italia dove c’è una legge quasi per tutto, manca quella che riguarda “il reato di epidemia colposa omissiva”.
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