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Leader dei no-vax si converte dopo guarigione da Covid-19, ora il vaccino lo farebbe

© Ospedale pediatrico Bambino Gesùsomministrazione vaccino
somministrazione vaccino - Sputnik Italia, 1920, 01.12.2021
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Lorenzo Damiano è uno dei “capi” della galassia no-vax, o almeno lo era. L’aver contratto anche lui il virus pandemico e l’aver sperimentato gli effetti della malattia Covid-19 lo hanno letteralmente convertito “sulla via per Damasco”.
Damiano ha trascorso brutti giorni presso l’ospedale Vittorio Veneto di Treviso, in terapia sub intensiva, quella via di mezzo creata appositamente per la pandemia, dove i malati vengono trattati con ossigeno.
Lì ha avuto modo di vedere la realtà e così, a 56 anni, ha raccontato la sua storia ai quotidiani, affermando, ora, che “il vaccino salva la vita”. Non ha però cambiato del tutto idea sul green pass, per lui resta “uno strumento che va aggiornato con criterio e buon senso”.
E con linguaggio quasi evangelico, Damiano ha confessato:
“A volte bisogna passare per una porta stretta per capire le cose così come sono”.
Lorenzo Damiano nella sua realtà è conosciuto, era a capo del movimento Norimberga 2 e con quella sigla si era candidato alle elezioni amministrative dello scorso ottobre per diventare sindaco no-vax di Conegliano.
Con il movimento in questione, aveva propugnato tesi come: il virus è una macchinazione del sistema; chi propone i vaccini andrebbe messo a processo; basta dittatura sanitaria; bastano le terapie mediche domiciliari.
E per capire cosa ha provato Damiano nell’anticamera della terapia intensiva, bastano le sue parole:
“Martedì mi hanno tolto anche l'ossigeno. Sto molto bene, mi sto riprendendo, cammino”.
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