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Villa Pamphili chiusa per un caso di aviaria, l'esperto a Sputnik: "Rischi lievi per l'uomo"

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaUn cigno in una palude
Un cigno in una palude - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
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Il sindaco Roberto Gualtieri ha chiuso al pubblico una porzione del parco di Villa Pamphili dopo il ritrovamento della carcassa di un cigno positivo al virus dell'aviaria. Il direttore del Laboratorio referenza europeo per l’influenza aviaria, ISZ delle Venezie a Sputnik Italia: "Rischi legati alle perdite economiche per il settore avicolo"
Torna l’allarme per l’influenza aviaria nella Capitale. Dopo il focolaio in un allevamento ad Ostia Antica, il sindaco Roberto Gualtieri, su richiesta della Asl Roma 3, ha dovuto chiudere al pubblico una porzione del parco di Villa Pamphili dopo il ritrovamento nel laghetto del Giglio di un cigno morto per il virus H5N1.
Ad accertare la positività al virus, come ricorda Il Messaggero, è stato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Roma, lo scorso 26 novembre. La conferma che si trattasse del ceppo “H5N1 ad alta patogenicità” è arrivata poi dal Centro di Referenza per l'influenza aviaria dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
L’area in cui è stato ritrovata la carcassa dell’animale resterà off limits per almeno dieci giorni. Il tempo necessario, secondo l’assessore all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, “per eseguire gli accertamenti utili a escludere ogni ulteriore diffusione del virus verso l'esterno da parte di visitatori e consentire il corretto svolgimento degli ulteriori interventi ritenuti necessari”.
Si tratta comunque di un “provvedimento precauzionale”, ha chiarito Gualtieri su Twitter, mentre l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato ha rassicurato sul fatto che non c’è “alcuna limitazione per quanto riguarda l’utilizzo alimentare di uova e pollame”. La situazione, insomma, è sotto controllo.
Polli di allevamento - Sputnik Italia, 1920, 16.11.2021
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Ma la diffusione del virus in diverse regioni italiane preoccupa gli operatori della filiera avicola.
“I rischi della diffusione ulteriore dei contagi per il momento sono soprattutto legati alle perdite economiche per il settore avicolo per i danni diretti dovuti al virus e indiretti per le misure di restrizione imposte nelle are con i focolai”, spiega a Sputnik Italia il dottor Calogero Terregino, direttore del Laboratorio referenza europeo per l’influenza aviaria, IZS delle Venezie.
L’esperto rassicura, però, sull’eventualità di uno “spillover” del virus dagli animali all’uomo.
“Il rischio legato a questo episodio è estremamente basso. Quello maggiore – spiega ancora il direttore - potrebbe essere legato al fatto che visitatori del parco possano accidentalmente imbrattarsi con escrementi contaminati e trasmettere il virus ai volatili detenuti a casa”.
“Esistono vaccini che possono essere utilizzati nella lotta all’influenza aviaria su autorizzazione del Ministero della Salute e della Commissione Europea, - conclude Terregino - ma il loro utilizzo per ora non è stato considerato, preferendo eradicare la malattia il più velocemente possibile con misure di contrasto dirette”.
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