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Variante Omicron, quanto è pericolosa davvero? Ecco tutto quello che sappiamo

© AP Photo / Elise AmendolaTampone al coronavirus
Tampone al coronavirus - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
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La nuova variante sembra essere più trasmissibile della Delta. Sono in corso studi sulla resistenza della nuova mutazione agli anticorpi prodotti dai vaccini in circolazione.
Sono già circa 40 i casi confermati in Europa. Ma la mappa della diffusione della variante Omicron, scoperta in Sudafrica, è in continua evoluzione. La mutazione, identificata con il codice B.1.1.529 e definita “variante di preoccupazione” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è arrivata già nei cinque continenti del globo.
Per ora, tutti i casi individuati in Europa hanno riscontrato conseguenze lievi, ma i ricercatori sono al lavoro per capire se le mutazioni della proteina Spike possono determinare una maggiore patogenicità o essere capaci di sfuggire agli anticorpi prodotti dai vaccini attualmente in commercio.
Per capirlo, ci vorranno almeno due settimane. Nel frattempo, come ha detto a Sputnik Italia il professor Fabrizio Pregliasco, si deve procede con l’individuazione e il tracciamento dei casi.

La trasmissibilità

Per ora, ha spiegato il virologo, “quello che emerge dallo studio fatto in Sudafrica è che sia un po’ più contagiosa rispetto alla Delta”. “Anche se è vero – ha aggiunto - che lo studio è stato fatto in un contesto in cui il tasso di vaccinazione è del 24 per cento e dove la popolazione è abbastanza giovane”.

“Non è ancora chiaro se la variante Omicron sia più trasmissibile rispetto alle altre, inclusa la Delta”, si legge sul sito dell’Iss, che fa riferimento alla stessa indagine effettuata in Sudafrica. “Sono in corso studi epidemiologici – precisano dall’istituto - per capire se la causa sia appunto la Omicron o se altri fattori possano avere influenzato la circolazione del virus”.

Letalità

Un’altra incognita è rappresentata dalla gravità dell’infezione. I dati che arrivano dal Sudafrica parlano di “un tasso maggiore di ricoveri”. Ma gli esperti restano cauti: “Potrebbe essere dovuto all’aumento complessivo delle persone infette piuttosto che alla specifica infezione con Omicron”.
Per ora, si legge sul sito dell’Iss, “non ci sono evidenze che l’infezione con Omicron causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti” o che “i sintomi specifici associati a questa variante siano diversi da quelli dovuti alle altre”.

I vaccini

Come ha anticipato il professor Pregliasco, sono state fatte delle proiezioni iniziali al computer, che sembrano suggerire che i vaccini attualmente in commercio proteggano anche dalla variante Omicron. Del resto, il dirigente dell’Eni italiano contagiato, vaccinato con due dosi, non ha mostrato sintomi particolarmente gravi.
“L’ipotesi, ad oggi, tutta da confermare, - ha spiegato l’infettivologo a Sputnik Italia - è che se dovesse esserci un abbassamento non si tratterà di un azzeramento ma di una riduzione della protezione”.
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“I vaccini – scrive anche l’Iss - restano indispensabili per ridurre il rischio di malattia grave e di morte, incluso quello contro la variante al momento dominante, la Delta”.
L’appello, quindi, è ad “aumentare le coperture vaccinali il più rapidamente possibile, con la terza dose nelle persone per cui è raccomandata e iniziando o completando il ciclo primario per chi non l’avesse ancora fatto”.
“I corticosteroidi e gli antagonisti dell’IL6 rimangono efficaci nel trattamento dei pazienti gravi. Per quanto riguarda altri trattamenti, questi verranno valutati per verificare qualsiasi eventuale perdita di efficacia viste le mutazioni presenti nella variante Omicron”, si legge ancora sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.
Le case farmaceutiche che producono i vaccini con tecnologia a mRna hanno annunciato di essere capaci di mettere a punto un vaccino efficace anche sulla nuova variante sudafricana per l’inizio del nuovo anno. Nel frattempo, come riferisce l’Adnkronos, il Ceo di Moderna, Stéphane Bancel, ha annunciato la disponibilità a breve di un richiamo da 100 microgrammi per proteggere i soggetti più fragili, come anziani e immunodepressi.
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L’azienda aveva annunciato nei giorni scorsi di aver mobilitato migliaia di ricercatori nel giorno del Ringraziamento, per studiare il codice genetico della nuova variante e iniziare gli studi per mettere a punto un vaccino più efficace.
Lo stesso ha fatto Biontech, la società partner di Pfizer nella realizzazione del vaccino Comirnaty, che ha promesso che nelle prossime settimane verrà avviato lo studio di un nuovo vaccino in via “cautelativa”.
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Misure di prevenzione

La variante, spiega l’Iss, è rilevabile con i test molecolari. Non è chiaro “se vi sia un impatto su altri tipi di test, compresi i test antigenici rapidi”. Anche su questo sono in corso degli studi.
“Le strategie per ridurre la diffusione del virus, - conclude l’Istituto Superiore di Sanità - oltre alla vaccinazione, rimangono le stesse anche per questa nuova variante: mantenere una distanza di almeno un metro dagli altri, indossare la mascherina con particolare attenzione specie negli ambienti chiusi o affollati, tossire o starnutire nel gomito o in un fazzoletto, frequente igiene delle mani, garantire un'adeguata ventilazione degli ambienti chiusi”.
“Se si è eleggibili a ricevere una dose booster, - infine - la raccomandazione è di prenotarla, mentre se non si è ancora vaccinati, è di prenotare l’appuntamento”.
“Raggiungere i più alti tassi possibili di vaccinazione – spiegano gli esperti - rimane la strategia chiave per ridurre il rischio di trasmissione di COVID-19 e picchi significativi nei casi, oltre che per ridurre la probabilità che emergano nuove varianti”.
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