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Nuovi problemi per i 787 di Boeing, a farne le spese è anche Leonardo

© AFP 2021 / Yoshikazu TsunoBoeing 787-9 della compagnia aerea All Nippon Airways
Boeing 787-9 della compagnia aerea All Nippon Airways - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
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Continuano i problemi per i Boeing 787 e le difficoltà dell'azienda statunitense si ripercuotono anche su Leonardo.
I problemi del Dreamliner, la punta di diamante del colosso statunitense Boeing, si ripercuotono anche su Leonardo, l’azienda italiana che produce negli stabilimenti di Grottaglie e Foggia due sezioni della fusoliera e gli stabilizzatori orizzontali. Nel complesso, il 14 per cento del velivolo.
Come spiega il Fatto Quotidiano, citando fonti statunitensi, ad oggi sono un centinaio gli aerei bloccati nei depositi, per un valore complessivo di 20 miliardi di dollari.
I nuovi problemi riscontrati dalla Federal aviation administration americana (Faa) riguardano la fibra di carbonio, fornita dalla Mitsubishi Heavy Industires, e difetti di fabbricazione in prossimità delle porte. Non pongono rischi sul piano della sicurezza, ma potrebbero imporre un “ciclo abbreviato di manutenzione”.
A metà ottobre, il titolo di Leonardo aveva perso 300 milioni di euro proprio dopo la notizia diffusa da Bloomberg sul fatto che alcuni componenti forniti dall’azienda non erano conformi alle richieste della società americana.
Nello specifico, spiega ancora il Fatto, si tratterebbe di “elementi di congiunzione tra parti della fusoliera”, che presenterebbero un quantitativo inferiore di titanio rispetto alle richieste della società statunitense.
Un Boeing 787-10 Dreamliner della Singapore Airlines - Sputnik Italia, 1920, 13.07.2021
Difetto di fabbricazione rilevato nei Boeing 787 Dreamliner: Circa 100 consegne bloccate in deposito
L’azienda italiana aveva spiegato che a fabbricare le parti era il subfornitore Manufacturing Processes Specification (Mps). “Il suddetto subfornitore – aveva scritto l’azienda in una nota - è sotto indagine da parte della magistratura per cui Leonardo risulta parte lesa e pertanto non si assumerà potenziali oneri a riguardo”.
Leonardo ha poi fatto sapere che i rapporti con Mps sono cessati del tutto dall’aprile del 2020. Inoltre, come ricordava il Giornale all'epoca dei fatti, a qualificare il subfornitore era stata anche Boeing, che si sarebbe rifornita da Mps Srl anche in modo diretto, senza l’intermediazione del gruppo capitanato da Alessandro Profumo.
Infine, le rivendicazioni della società americana sarebbero ridimensionate dal fatto che i componenti sotto accusa non rappresenterebbero “un rischio urgente per la sicurezza degli aerei attualmente in volo”.
La vicenda, però, continua a pesare sul titolo della società, nonostante la Mps non abbia più rapporti con Leonardo.
Nell’ultima settimana, si legge sempre sul Fatto, la notizia di nuovi ritardi nell’implementazione del programma 787 ha fatto scendere ulteriormente le azioni a 6,2 euro. Un euro in meno, rispetto al tonfo dello scorso ottobre.
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