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Nuova Mala del Brenta: blitz all'alba dei carabinieri, effettuate 39 misure cautelari

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Tutti si rivolgevano a me per chiedere favori. - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
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La Dda e l'antiterrorismo di Venezia hanno coordinato un'importante operazione che ha portato a 39 misure cautelari. Colpito il sodalizio criminale che aveva ricostituito in questi anni l'organizzazione di stampo mafioso nota come "Mala del Brenta".
Eseguita ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal tribunale di Venezia, su richiesta della procura, nei confronti di 39 persone, accusate ora a vario titolo di associazione a delinquere, detenzione e porto d'armi da fuoco, spaccio di sostanze stupefacenti, concorso esterno in associazione a delinquere, rapina, usura, estorsione ed altri delitti.
Per alcune delle voci in lista si ipotizza il reato di associazione mafiosa.
Gli indiziati avevano ricostituito, a partire dal 2015, l'organizzazione mafiosa nota come "Mala del Brenta", anche grazie al fatto che in questi anni erano stati rilasciati alcuni esponenti "storici" del ramo dei mestrini, ulteriore articolazione del sodalizio criminale.
L'operazione ha visto in azione i carabinieri del Ros, supportati nella fase esecutiva dai carabinieri dei comandi provinciali di Padova, Venezia, Treviso e Rovigo. Dall'indagine è emerso un pesante quadro indiziario relativo alla ricostituzione del noto sodalizio criminale, le cui prime formazioni risalgono agli anni '70. I fatti oggetto di indagine riguardano gli ultimi dieci anni di esistenza del gruppo. Il blitz è scattato all'alba di questo martedì, toccando anche la provincia di Cuneo e quella di Siena. La nuova Mala del Brenta è stata ribattezzata "2.0", in quanto ricostituitasi dal gruppo storico originale e aggiornatasi al comparto turistico. Ora l'obiettivo del gruppo era infatti divenuto il controllo dei flussi turistici in Laguna.
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La Mala del Brenta

La Mala del Brenta nasce in Veneto negli anni '70. Raggiunge in poco tempo un'estensione che copre tutta l'Italia nord-orientale. Il sodalizio originario è imperniato sulla figura di Felice Maniero, detto "Faccia d'Angelo", attorno a cui ruotano Gilberto Sorgato, detto Caruso, Sandro Rdetich, detto il Guapo, Stefano Carraro, detto Sauna.
Maniero, negli anni, stringerà alleanze con altri gruppi criminali del Veneto, come la banda dei fratelli Maritan o quella dei fratelli Rizzi a Venezia.
Gli obiettivi della Mala del Brenta negli anni spaziano dalle grosse rapine a banche, uffici postali e laboratori orafi al sequestro di persona, alle bische clandestine e allo spaccio e al commercio di sostanze stupefacenti.
L'organizzazione viene nel contempo definita come una sorta di "Cosa nostra" della Val Padana.
Negli anni '80 avvengono alcuni fatti di sangue, come l'omicidio dei fratelli Maurizio e Massimo Rizzi e di Gianfranco Padovan, cugino dei primi due, per il fatto che i tre, che gestivano gli interessi del gruppo criminale nella città lagunare, avevano da tempo dato il via ad una sorta di scissione, non volendo più sottostare all'autorità di Felice Maniero.
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Il gruppo si rende poi responsabile, negli anni '90, addirittura di un furto di prestigiose opere d'arte a Modena, quando "Faccia d'angelo" organizza un colpo alla Galleria Estense, in cui verranno rubate numerose opere di pregio, poi fortunamente recuperate.
Il 14 giugno 1994 il boss, agli arresti a Padova in attesa di processo, compie una rocambolesca evasione, insieme con altri 5 detenuti. Verrà poi ricatturato lo stesso anno a Torino. Da lì il declino; Felice Maniero verrà condannato in via definitiva al processo svoltosi nell'aula bunker di Venezia Mestre, quando il 21 dicembre 2008 i magistrati comminano pene per complessivi 539 anni di carcere e 8 mesi a 41 dei 52 imputati al processo.
Oggi i nuovi arresti, che si inseriscono in questo lungo filone criminale.
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