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Napoli, 25 misure cautelari per appartenenti al gruppo di camorra "Silenzio"

© Sputnik . Evgeny UtkinFurgoni di polizia a Milano
Furgoni di polizia a Milano - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
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Le forze dell'ordine hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 25 persone appartenenti al clan camorristico "Silenzio". Pesante quadro indiziario nei loro confronti: sono accusati, tra l'altro, di omicidio in concorso, associazione di tipo mafioso e traffico di droga.
Sono state eseguite a Napoli, da parte della polizia di stato, 25 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcuni appartenenti al clan camorristico "Silenzio".
Sono accusati, tra l'altro, di associazione di tipo mafioso, omicidio in concorso, associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione ai fini di spaccio, rapina, atti persecutori e detenzione e porto d'armi da fuoco.
La misura è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
L'operazione di polizia è scattata questa mattina, alle prime luci dell'alba, nel capoluogo partenopeo.
Polizia Penitenziaria - Sputnik Italia, 1920, 26.11.2021
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Nelle stesse ore, i carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa sempre dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica-Dda, Direzione Distrettuale Antimafia, diretta nei confronti di 19 esponenti dei clan di camorra "Gionta" e "Quarto Sistema".
I 19, a cui vanno le ulteriori misure cautelari, sono accusati di associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione d'armi.
I provvedimenti sono partiti dopo un'elaborata attività di indagine con la coordinazione della Dda di Napoli e messa in atto dal Nucleo Investigativo di Torre Annunziata.
Le indagini erano iniziate a maggio 2020, dopo il tentato omicidio di Giuseppe Carpentieri, ritenuto al vertice del clan camorristico "Gionta", nonché genero del capo clan Valentino Gionta, attualmente in carcere, il quale, dopo l'arresto di quest'ultimo, amministrava i beni e le operazioni del clan, in collaborazione con il nipote del boss, omonimo dello stesso, e la figlia Teresa.
Dalle indagini era risultato che il sodalizio criminale deteneva il controllo del territorio con metodi mafiosi, con notevole capacità di opporsi alle fazioni avverse, essendo stato trovato in possesso di armi ed esplosivi. Inoltre, il gruppo aveva creato una rete estorsiva a danno di esercizi commerciali di zona, con notevoli ramificazioni.
Il 6 maggio 2020 vi era stato uno scontro armato tra i due clan, durante l'agguato sopra menzionato a Giuseppe Carpentieri, per cui risultano gravemente indiziati i due fratelli Pasquale e Luca Cherillo, attualmente detenuti in carcere e ritenuti fondatori del gruppo camorristico "Quarto Sistema", con base al quartiere del "Parco Penniniello".
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