Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Cos'è la residenza virtuale? Ce lo spiega l'avv. Mumolo dell'onlus "Avvocato di strada"

© AFP 2021 / Josh EdelsonБездомный на улице Сан-Франциско, США
Бездомный на улице Сан-Франциско, США  - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
Seguici su
Lo studio legale più grande d'Italia, ma anche quello che fattura meno, si chiama Avvocato di Strada.
Sono ben mille, tra avvocati e volontari, le persone impegnate quotidianamente in 56 città, che forniscono ai cittadini privi di dimora consulenza e assistenza legale, in maniera totalmente gratuita, per un valore pari a quasi 3 milioni di euro. Lo fanno da più di 20 anni, ma, con la pandemia, il loro impegno è diventato ancora più importante, perché aiutano categorie vulnerabili a ripristinare il loro diritto alla salute.
Per i legali dell'Associazione, essere avvocati vuol dire entrare ogni giorno in contatto con persone in difficoltà, cioè coloro che hanno dei problemi giudiziari da risolvere.
Per parlarne, Sputnik Italia ha raggiunto l’Avv. Antonio Mumolo, fondatore e presidente nazionale dell'Associazione Avvocato di strada.
© Foto : Associazione Avvocato di stradaL’Avvocato Antonio Mumolo
L’Avvocato Antonio Mumolo - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
L’Avvocato Antonio Mumolo
— Avvocato, come definirebbe la missione principale del vostro studio legale, il più grande d’Italia, ma che fattura zero?
— Noi siamo un gruppo di professionisti che ha un lavoro fisso, ma che ha deciso di dedicare qualche ora del proprio tempo libero al volontariato, per difendere gratuitamente le persone senza dimora, coloro che vivono nelle stazioni, in strada o nei dormitori.
Siamo partiti da Bologna 21 anni fa. È un volontariato puro, nessuno di noi guadagna soldi in questa attività. Se vinciamo le cause per queste persone e otteniamo la condanna delle spese legali, queste spese vanno devolute dall’avvocato all’Associazione. Col tempo, abbiamo replicato questa esperienza in altre città d'Italia, dove ci sono persone che vivono per strada. Oggi siamo presenti in 56 città italiane e in tutte le regioni, la nostra rete è composta da oltre mille avvocati volontari.
Dalla fondazione della nostra associazione fino ad oggi, abbiamo difeso oltre 40mila persone. Siamo diventati lo studio legale più grande d'Italia, sia per numero di persone, avvocati e volontari, sia per numero di utenti. E siamo anche lo studio legale che guadagna di meno, semplicemente perché noi lavoriamo gratuitamente.
© Foto : Associazione Avvocato di stradaBilancio sociale 2020
Bilancio sociale 2020 - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
Bilancio sociale 2020
Naturalmente, durante la pandemia abbiamo difeso meno persone del solito. Secondo il nostro bilancio sociale, nel corso del 2020, in tutta Italia, sono state assistite gratuitamente 1.827 persone, mentre l'anno precedente, ne abbiamo difese il doppio.
— La residenza anagrafica rimane il tema più trattato dai volontari. Potrebbe spiegare che cos’e invece la residenza virtuale? A cosa serve?
— Tecnicamente parlando, la residenza è l’iscrizione all’anagrafe del Comune nel quale una persona si trova. Ed è un diritto soggettivo di ogni cittadino italiano e di ogni cittadino straniero munito di permesso di soggiorno.
Se una persona vive in strada, ha comunque questo diritto, ma, siccome non c’è una Via o un numero civico in cui questi ha il proprio domicilio, la legge prevede che ogni città deliberari una via fittizia – una via nella quale non vive nessuno de facto – essa in realtà non esiste, ma è un’unica via per molti, poiché consente alle persone senza dimora di accedere ai servizi del territorio e, in particolare, al servizio sanitario nazionale, che è diventato ancora più importante in questo momento. La cosiddetta “residenza virtuale” è identica a quella reale, comporta sempre l'emissione di una carta d'identità, che ha lo stesso valore della carta d'identità tradizionale.
Nonostante sia un diritto di tutti i cittadini, spessissimo i comuni negano la residenza virtuale alle persone senza dimora, e noi purtroppo siamo costretti a fare causa per difendere il diritto di queste persone. Se legge i nostri bilanci sociali pubblicati negli ultimi 10 anni, al primo posto tra le cause, nella sezione diritto civile, troverà il tema residenza. È l'argomento più importante e il più complicato, perché, senza una residenza, una persona dalla strada non potrà uscire mai…
Quante persone hanno acquisto la dimora virtuale negli ultimi anni, grazie al Vostro impegno?
— Diverse miglia!
— С’è stata una qualche storia dei senzatetto che L’ha colpita di più?
— La posso raccontare la prima vicenda che abbiamo affrontato, che riguardava una persona senza dimora che viveva in dormitorio a Bologna. Aveva problemi con l'alcol, che aveva risolto con successo. Aveva trovato pure un parroco che gli dava una stanza. Questo signore voleva tornare a lavorare, ma voleva farlo onestamente, rilasciando ricevute. Per rilasciarle, doveva aprire una Partita Iva, e per farlo è andato in camera di commercio, che gli ha negato la Partiva Iva, perché non aveva la residenza. Allora lui è andato in Comune, per chiedere la residenza, ma là gli hanno di nuovo detto di no. Dopodiché, è tornato da noi, dicendo di voler lavorare, ma che le circostanze lo spingevano ad iniziare a bere di nuovo. Noi abbiamo chiesto a nome suo la residenza al Comune, il Comune ce l’ha negata e noi abbiamo fatto causa, e l'abbiamo vinta. Di conseguenza, questa persona ha ottenuto la residenza.
Il nostro prossimo passo è stato quello di dare un “ultimatum” al Comune. Abbiamo detto ai funzionari: ci sono circa 400 persone nei dormitori bolognesi, o voi date la residenza a tutti quanti o non noi facciamo 400 cause. Il Comune ha aspettato qualche giorno e poi ci hanno dato il via libera. Grazie a questa nostra mossa, tante persone sono uscite dalla strada, semplicemente perché hanno acquisito una residenza virtuale.
Come dicono tutti gli indicatori, nei prossimi anni la povertà, purtroppo, crescerà ancora. Quindi le persone senza fissa dimora saranno di più. Noi speriamo di essere di più, come volontari.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала