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"Buone feste" e non "Buon Natale": l'Ue consiglia quali espressioni è meglio evitare

© Sputnik . Alexey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaUn passante di fronte alla sede della Commissione Europea a Bruxelles
Un passante di fronte alla sede della Commissione Europea a Bruxelles - Sputnik Italia, 1920, 30.11.2021
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Stanno destando molto dibattito le nuove linee guida di comunicazione dell’Unione Europea, secondo le quali nei testi bisognerebbe astenersi dal fornire indicazioni su religione, etnia e genere.
Le linee guida, in un primo momento, sembravano doversi estendere a tutti i Paesi dell’Unione Europea, ma, a seguito di una precisazione da parte di un portavoce, ne è stato ridimensionato l’uso al solo personale che lavora nelle istituzioni europee.
L’UE ha comunque così motivato la sua posizione riguardo alle linee guida sulla comunicazione:
“Ogni persona nell'Unione Europea ha il diritto di essere trattato in maniera eguale”.
E per questo motivo non esiste più il sesso. Via parole di esordio dalle lettere ufficiali, come Signor, Signora, e niente riferimenti a feste religiose che richiamano una religione e non un’altra. Ovvero, non bisognerà augurare Buon Natale in una comunicazione ufficiale, se si approssima la festività del Natale cristiano.
Meglio un più generico ed asettico Buone Feste. Ed ecco, quindi, attraverso un esempio, il consiglio fornito dall’Unione Europea: scrivete che le “festività sono stressanti” e non che “il Natale è stressante”.
Il documento, che si inserisce nel solco della filosofia dell’Union of Equality, chiede agli scriventi anche di non usare più nomi cristiani negli esempi, perché nell’Unione Europea non tutti sono cristiani e quindi via nomi come Giovanni o Maria, perché è meglio usare Malika e Giulio.
Abolita anche la vecchiaia, non si dice più gli anziani, ma la popolazione adulta.
Ma non finisce qui, perché non si possono più usare anche sostantivi come “operaio, poliziotto o pronomi maschili come un valore predefinito”.

La difesa della Commissione europea alle critiche

Non sono mancate le critiche da più parti, in particolare al consiglio di eliminare espressioni come Buon Natale.
La Commissione si è difesa affermando che “celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani fa parte del ricco patrimonio europeo. Non stiamo vietando né scoraggiando l'uso della parola Natale. Ovviamente no”.
Un portavoce della Commissione ha poi specificato che le linee guida sono ad uso interno e rivolte al personale proprio della Commissione e non a tutte le istituzioni europee.
“Quando si producono prodotti di comunicazione, è importante dare spazio alla diversità e alla ricchezza delle culture europee. Questo è l'obiettivo generale. Naturalmente, possiamo sempre discutere sugli esempi forniti. Potrebbero essercene di migliori. Ma l'obiettivo generale è la questione dell'importanza della comunicazione inclusiva”, ha detto il portavoce come riportato dall’Agi.
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