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Omicron, Pregliasco: "Siamo ancora in mezzo al guado, aumenteranno i contagi"

Fabrizio Pregliasco - Sputnik Italia, 1920, 29.11.2021
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Il virologo milanese parla a Sputnik Italia della nuova variante che arriva dal Sudafrica: "Più contagiosa rispetto alla Delta, i casi sono destinati ad aumentare ancora".
Dal Sudafrica si sta diffondendo a macchia d'olio in tutta Europa. Più contagiosa della Delta, ancora non è chiaro se la variante Omicron sia più letale e soprattutto capace di sfuggire agli anticorpi prodotti dai vaccini attualmente in commercio. Sputnik Italia ha cercato di fare il punto con Fabrizio Pregliasco, membro del Cts della Regione Lombardia e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano.
— Professor Pregliasco, la nuova variante Omicron deve spaventarci, e fino a che punto?
— A mio avviso deve preoccuparci, ma con il trattino, "pre-occuparci", e cioè: dobbiamo attivarci per studiarla, individuarla, aumentare il tracciamento e la capacità di sequenziare i casi. Abbiamo poche informazioni, ci vorranno una o due settimane per averne di più precise.

Quello che emerge dal Sudafrica che è riuscito a fare uno studio è che sia un po’ più contagiosa rispetto alla Delta. Anche se è vero che l’ha fatto in un contesto come quello sudafricano dove il tasso di vaccinazione è del 24 per cento e dove la popolazione è abbastanza giovane.

Questo, nell’incertezza complessiva è l’elemento più certo. I casi individuati, come quello italiano, sono casi lievi, anche se c’è da dire che sono stati riscontrati, per ora, in persone giovani e vaccinate. Questo fa propendere verso l’ipotesi di una minore patogenicità.
— I vaccinati sono al sicuro?
— Il fatto che questa nuova variante schivi il vaccino è tutto da dimostrare. Finora sono state fatte proiezioni al computer per esaminare le mutazioni, che sono una mescolanza di modifiche già conosciute delle altre varianti, e il loro posizionamento. Questo non depone sicuramente a nostro favore. Ci vorranno comunque una o due settimane per effettuare gli studi in laboratorio e capirne un po' di più.
L’ipotesi, ad oggi, tutta da confermare, è che se dovesse esserci un abbassamento non si tratterà di un azzeramento ma di una riduzione della protezione. Quindi, bisogna continuare con le vaccinazioni e soprattutto fare la terza dose.
Il resto si vedrà. Le aziende hanno detto che in cento giorni sono capaci di attualizzare il vaccino, e quindi si tratterà eventualmente di dosi di richiamo successive.
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— È d’accordo sul fatto che si stia facendo eccessivo allarmismo?
— Le varianti sono un fatto naturale, non ci stupisce il fatto che ne emergano di nuove. L'arrivo di Omicron, però, ci fa capire che siamo ancora in mezzo al guado.
— Pensa che la diffusione di questa variante potrebbe portare a nuove chiusure nelle prossime settimane?
— Il problema, in realtà, è già la Delta. Temo che diverse regioni siano destinate ad andare verso il giallo nelle prossime settimane, a prescindere dall’Omicron.
Speriamo che non ci siano nuove zone rosse, però un rialzo ulteriore dei contagi ce lo dobbiamo aspettare.
— Il super green pass servirà ad aumentare il numero delle prime dosi?
— Sicuramente è un’opzione di buon senso da parte delle istituzioni, perché verificata l’efficacia del vaccino è nell’interesse dei governi adottare procedure di verifica del certificato vaccinale. Che poi di fatto diventa un obbligo per certi versi.
— Perché non introdurlo per legge, allora?
— Perché di fatto l’obbligo, anche se dichiarato in senso lato, non è che può andare oltre una multa. Non si possono prendere le persone, legarle e vaccinarle. Quindi, meglio rompergli le scatole chiedendo di dimostrare di esserlo.

Il super green pass è un elemento che abbassa il rischio. Certo, non lo azzera, ma vedremo gli effetti nei prossimi mesi. È chiaro, poi, che i no-vax duri e puri non si convinceranno mai.

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— Dal 23 dicembre partiranno le vaccinazioni anti-Covid per i bimbi. Pensa che sia giusto allargare la campagna vaccinale anche ai più piccoli?
— Io ritengo che i dati - ormai ci sono già due milioni e mezzo di vaccinati negli Stati Uniti - stanno confermando ciò che si poteva già constatare, e cioè che il profilo di rischio è lo stesso degli adulti. C’è qualche miocardite, una su diecimila, ma si tratta di complicanze che si auto-risolvono.
In questa fase epidemiologica penso che la vaccinazione dei bambini sia opportuna, poi magari nel futuro non sarà essenziale e riservata soltanto ai soggetti a rischio.
E poi anche per i bambini il Covid non è una passeggiata, con la variante Delta che li colpisce di più: l’1 per cento sviluppa la malattia in forma grave, uno su mille manifesta miocarditi o la sindrome multi sistemica infiammatoria (Mis-C), 240 sono finiti in terapia intensiva, 34 sono morti. Vaccinarsi è utile anche per loro.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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