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Nucleare iraniano, a Vienna riprendono i colloqui

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaIran, la centrale nucleare di Bushehr
Iran, la centrale nucleare di Bushehr  - Sputnik Italia, 1920, 29.11.2021
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A Vienna riprende dopo 5 mesi di stop il processo per tornare a un nuovo accordo sul nucleare iraniano.
Il presidente dell’Iran Ebrahim Raisi ha ribadito che i negoziatori iraniani non si tireranno indietro e che difenderanno gli interessi dell’Iran. Inoltre l’Iran chiede che gli Stati Uniti facciano una ammissione di colpevolezza su quanto fatto sotto l’amministrazione Trump con il ritiro unilaterale dal trattato e l’istituzione delle sanzioni.
Inoltre l’Iran chiede un impegno formale agli Stati Uniti, e cioè che non accada in futuro che un’altra amministrazione USA decida di ritirarsi unilateralmente dall’accordo.
Dal canto suo, l’inviato speciale statunitense per l’Iran, Rober Malley, ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti a revocare le sanzioni imposte da Donald Trump. Malley ha però avvertito l’Iran che i negoziati hanno una finestra temporale limitata e che bisogna quindi stringere i tempi e giungere a una conclusione.
“Ad un certo punto, il JCPOA (Accordo sul nucleare iraniano) sarà molto eroso perché l'Iran avrà fatto progressi che non possono essere invertiti. In questo caso non potremo negoziare: non si può far rivivere un cadavere”, aveva detto il mese scorso Malley come riportato da Rainews.
La Repubblica islamica, da parte sua, ha ribadito la propria volontà ad andare avanti con il programma nucleare e ha criticato l'Agenzia nucleare ONU, accusandola di parzialità.
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