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Ha il cancro ma l'ospedale non può operarla: "Terapie intensive occupate dai no-vax"

© Sputnik . Andrey Kasprishin / Vai alla galleria fotograficaUn ospedale COVID in Russia
Un ospedale COVID in Russia - Sputnik Italia, 1920, 29.11.2021
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La denuncia social di Laura Di Siena, insegnante 42enne della provincia di Pavia, messa in lista d'attesa perché le "terapie intensive sono tutte occupate da non vaccinati".
Quando ha visto sul cellulare il prefisso di Milano pensava che dall’altro capo della cornetta una voce le avrebbe finalmente annunciato la data dell’operazione per rimuovere il suo tumore al timo, una ghiandola che si trova davanti alla trachea, tra cuore e polmoni.
Di casi come quello di Laura Di Siena, maestra 42enne di Mirabello, in provincia di Pavia, ce ne sono soltanto 200 ogni anno. Una diagnosi rara e spaventosa che Laura spera di mettersi alle spalle con un intervento chirurgico, reso possibile dal ciclo di chemioterapia a cui si è sottoposta fino ad oggi.
Da quando l’ha concluso si aspetta una telefonata da uno dei tre ospedali milanesi in cui è possibile effettuare l’asportazione del suo tumore. Per questo, quando ha visto il numero sullo schermo è sobbalzata.
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L’operatore, però, ha dovuto darle una notizia diversa da quella che aspettava. Nessuna data, soltanto una lista d’attesa senza alcuna prospettiva. Il motivo? “Mi hanno detto che c’è stato un taglio dei posti letto a causa del Covid”, spiega in un post pubblicato su Facebook.
“Ma come è possibile? – si sfoga - Perché devo fare io le spese del menefreghismo altrui? Sono una paziente oncologica, devo affrontare un intervento per me vitale, ma gli ospedali sono strapieni di malati Covid non vaccinati. Ditemi: che c.... potrà fare di peggio di un cancro un vaccino sperimentale?”.
Ai giornali locali, come la Provincia Pavese, racconta, infatti, che i medici le hanno detto che le terapie intensive, “sono piene di casi di casi di Covid che arrivano tutti i giorni e sono tutti no vax”.
“Non fate un vaccino, - attacca ancora la donna sui social - ma scappare dal cancro non è possibile. Non avere la possibilità di guarire a causa della poca attenzione altrui vi farebbe piacere?”.
A lei, invece, come racconta Il Fatto Quotidiano, non spetta neppure il green pass. Il suo certificato è scaduto, ma Laura non può ancora fare la terza dose del vaccino perché sconsigliata dai medici per la sua situazione clinica. In attesa dell’operazione, quindi, dovrà restare senza.
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