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Omicron, Galli: "Terza dose serve più di prima"

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 28.11.2021
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Per il virologo la situazione è di "legittimo allarme" ma non di allarmismo e solo nei prossimi giorni sarà possibile capire se è necessaria una nuova stretta.
"La terza dose serve ancora di più". Lo ha detto ad Ansa Massimo Galli, Professore Ordinario di Malattie Infettive all'Università degli Studi di Milano, a margine del Congresso SIMIT in corso a Milano dedicato alla pandemia.
"Non abbiamo certezza di quanto la variante possa bucare il vaccino" ma in ogni caso la terza dose "incrementa la stimolazione della risposta", spiega Galli che porta come esempio il primo caso di contagio italiano per variante Omicron.
"Il signore in cui è stata identificata la variante, aveva avuto la doppia vaccinazione, ma mi risulta che stia bene, non ha avuto una sintomatologia particolarmente critica", osserva il virologo.
Galli non ritiene ci siano ancora elementi tali per cambiare il piano di vaccinazione e solo "nei prossimi giorni - avverte - si capirà se variare qualcosa o se prevedere nuove misure di contenimento". La situazione è di "legittimo allarme, ma non di allarmismo".
"Sapremo - ha aggiunto - a breve se questa variante sarà più o meno diffusiva delle altre e ad ogni modo, dobbiamo attrezzarci all'idea che arrivi e si diffonda. Abbiamo molte più vaccinazioni di prima, speriamo che sia sufficiente. Se qualcuno si era illuso che la faccenda fosse ormai archiviata, questo qualcuno deve toglierselo dalla testa. In questo momento, le posizioni no-vax sono più pericolose di prima".

La variante Omicron

La nuova variante Omicron del virus Sars-Cov-2 ha messo in allarme l'Oms e diversi Paesi, oltre ai mercati finanziari di tutto il mondo, per l'alto numero di mutazioni sulla proteina Spike, che potrebbero rendere il nuovo ceppo più resistente ai vaccini.
Non è ancora chiaro se le caratteristiche della nuova mutazione possano offrire al virus un vantaggio in termini di maggiore capacità di contagio o di aggirare la protezione del vaccino.
Il nuovo ceppo è stato scoperto in piccoli focolai in Sudafrica, Botswana e Hong Kong. In Europa, il primo caso di contagio relativo alla nuova variante è stato invece individuato in Belgio.
L'allarme per la nuova variante ha spinto diversi Paesi europei, l'Italia fra i primi, a bloccare i voli provenienti dal Sudafrica e da altri 6 Stati dell'Africa meridionale.
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