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Bonomi: “Bene il taglio all’Irpef, ma bisogna ridurre i contributi”

Carlo Bonomi - Sputnik Italia, 1920, 27.11.2021
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Per il numero uno di Confindustria serve un ulteriore sforzo nella legge di Bilancio per non perdere l’occasione di rilanciare veramente la crescita, grazie alle risorse del Pnrr: puntare su donne e giovani e non su prepensionamenti e Reddito di cittadinanza.
Per Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, gli otto miliardi impiegati dal governo per il taglio delle tasse “sono pochi, ne servirebbero almeno 13” e il vero punto su cui insistere non è la riduzione dell’Irpef, ma il taglio del cuneo fiscale, dice al Corriere della Sera.

“Il taglio del cuneo riducendo di due terzi i contributi a carico dei lavoratori e di un terzo quelli sulle imprese. In questo modo il beneficio sarebbe universale, si alzerebbe il netto in busta paga, spingendo la domanda”.

E per Bonomi, la misura potrebbe essere ancora più “selettiva” e “il taglio del cuneo si potrebbe concentrare su giovani e donne”.
Per Confindustria, “la legge di Bilancio era e resta occasione per il rilancio del Paese. Purtroppo, se verrà confermato questo impianto, compresa la manovra sulle tasse, rischia di essere un’occasione persa”.

Il governo rimetta in riga i partiti

Secondo Bonomi, a frenare l’azione del governo Draghi, “che ha le idee ben chiare”, sono i partiti, che “continuano a fare la gara su chi piazza più bandierine” e “tutto si complica”.
Il numero uno degli industriali è ancora ottimista sul fatto che il Pnrr possa dare una crescita aggiuntiva “di un punto e mezzo, ma è necessario mettere in campo subito provvedimenti finalizzati alla ripresa del Pil”, ma “nella manovra le misure per spingere questa crescita non le vediamo. A partire dal fisco”.
Tasse - Sputnik Italia, 1920, 24.11.2021
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Bonomi critica il taglio dell’Irpef, che non fornisce un sostegno reale alle fasce deboli, “mentre lo sconto maggiore si concentra sulla fascia di reddito tra 40 e 45mila euro. Per le imprese non c’è nulla” e non c’è nulla “per giovani e donne, ma si dà il grosso del taglio delle tasse a fasce sociali che non sono le più deboli”, puntando su prepensionamenti e Reddito di cittadinanza.
Resta quindi il freno della politica a un’azione del premier Draghi, che “ha dato al Piano una visione su dove portare il Paese per renderlo moderno e inclusivo. Una visione che ci ha entusiasmato”.
“Abbiamo grandi aspettative, ma ora siamo preoccupati perché vediamo una politica sempre più distratta dalle scadenze elettorali”.
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