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Israele: possibile accordo nucleare parziale tra gli Stati Uniti e l'Iran

© Foto : AtomStroyExportCentrale nucleare di Bushehr, Iran
Centrale nucleare di Bushehr, Iran - Sputnik Italia, 1920, 26.11.2021
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Alti funzionari israeliani affermano che gli Stati Uniti potrebbero prepararsi ad un accordo per il nucleare iraniano del tipo ‘meno per meno’, tale da offrire un parziale sgravio delle sanzioni a Teheran in cambio di un passo indietro, o un congelamento dei progressi, in campo nucleare nel Paese.
Il primo ministro israeliano Naftali Bennett ha annunciato questa settimana che Tel Aviv manterrà libertà d'azione anche se Teheran e le potenze mondiali dovessero giungere alla redazione di un accordo sul nucleare.
Secondo il Wall Street Journal, mentre i funzionari statunitensi si starebbero impegnando per trovare un compromesso, Tel Aviv vedrebbe un accordo parziale con l'Iran comunque come un regalo per il nuovo governo del presidente iraniano Ebrahim Raisi.

"Israele è molto preoccupata che gli Stati Uniti stiano preparando il terreno per quello che chiamano un accordo 'meno per meno'", ha detto al WSJ un alto funzionario israeliano, cui il giornale americano ha conservato l’anonimato. "Un tale accordo sarebbe dannoso e avvantaggerebbe solo la parte iraniana... Sarebbe un enorme regalo per il nuovo regime iraniano, radicale e affiliato all'IRGC (Corpo di guardie della rivoluzione islamica - Pasdaran)".

Nel maggio 2018, l'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump ritirò unilateralmente gli Stati Uniti dal Piano d'azione globale congiunto - noto anche come accordo nucleare iraniano - e introdusse le sanzioni, che hanno paralizzato l'economia iraniana. Poco dopo, anche Teheran ha abbandonato i suoi impegni nell'ambito dell'accordo.
Dopo l'elezione di Joe Biden, i negoziati per rivedere l'accordo sono ripresi lo scorso aprile, ma si sono fermati a giugno, quando Raisi è stato eletto.
Da allora, entrambe le nazioni hanno confermato che i colloqui sulle sanzioni e sull'accordo nucleare dovrebbero riprendere a Vienna il 29 novembre.
All'inizio di questa settimana, il primo ministro israeliano ha affermato che l'Iran è nella "fase più avanzata del suo programma nucleare", ma è "molto più vulnerabile di quanto comunemente si pensi".
Bennett ha avvertito che i moderni progressi di Tel Aviv nelle tecnologie informatiche potrebbero essere utilizzati per ottenere il risultato desiderato su Teheran.
L'Iran ha accusato Israele di aver condotto una serie di attacchi contro il suo programma nucleare, tra cui l'attacco con droni del giugno 2021 al Centro nucleare per la medicina e l'agricoltura di Karaj e, soprattutto, l'assassinio nel novembre 2020 di Mohsen Fakhrizadeh, un importante scienziato nucleare iraniano.
Un recente rapporto del New York Times ha dettagliato che i funzionari statunitensi avrebbero avvertito le controparti israeliane che ulteriori attacchi contro il programma nucleare iraniano sarebbero stati "in definitiva controproducenti", in quanto offrirebbero a Teheran ancora maggiori argomentazioni a favore. Sempre secondo lo stesso rapporto, tuttavia, la controparte israeliana sarebbe tutt’altro che persuasa ad evitare soluzioni di forza.
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