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Pandemia e depressione, lo studio: rischio doppio di manifestare sintomi depressivi

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Coronavirus (immagine d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 26.11.2021
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La pandemia di Covid ha raddoppiato il rischio di manifestare sintomi depressivi negli ultracinquantenni. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature.
La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto negativo sulla salute mentale degli anziani. Solitudine, isolamento sociale, disagio, peggioramento della situazione economica, dovuti all'emergenza sanitaria, hanno raddoppiato negli ultracinquantenni il rischio di manifestare i sintomi depressivi, rispetto al periodo pre-pandemico. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Aging.
Utilizzando i dati del Canadian Longitudinal Study on Aging (CLSA), un team nazionale di ricercatori della McMaster University ha scoperto che il 43% degli adulti di età pari o superiore a 50 anni ha manifestato livelli moderati o alti di sintomi depressivi all'inizio della pandemia di COVID-19, andando ad aumentare nel corso tempo.
La ricerca è stata guidata da Parminder Raina, professore presso il Dipartimento di metodi di ricerca sanitaria, prove e impatto e direttore scientifico del McMaster Institute for Research on Aging.

"Il COVID-19 ha avuto un impatto spropositato sugli adulti, - afferma l'autore del lavoro Parminder Raina - con i gruppi di persone che già prima della pandemia erano marginalizzati e in condizioni di solitudine particolarmente esposti al disagio. Le persone socialmente isolate, in cattiva salute e di livello socioeconomico basso sono risultate quelle più a rischio di peggiorare il proprio quadro di depressione, rispetto al periodo pre-pandemico".

La solitudine era il predittore più significativo del peggioramento dei sintomi depressivi, assieme ad altri fattori di stress legati alla pandemia, come i conflitti familiari. Le donne hanno avuto maggiori probabilità di sintomi depressivi durante la pandemia rispetto agli uomini, sia per il maggior impegno nell'assistenza, che per le barriere all'assistenza stessa. Inoltre, molte sono state costrette a separarsi dalla famiglia.
"Questi risultati suggeriscono che l'impatto negativo della pandemia sulla salute mentale persiste e potrebbe peggiorare nel tempo e sottolineano con urgenza la necessità di interventi mirati per affrontare in maniera specifica i fattori di stress legati ed alleviare il loro impatto sulla salute mentale degli anziani", conclude l'esperto.
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