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Chiesa di Norvegia: fedeli in fuga dopo la presa di posizione contro le esplorazioni petrolifere

CC BY-SA 2.0 / Kamil Porembiński / Nidaros CathedralLa Cattedrale di Nidaros è una cattedrale della chiesa norvegese situata nella città di Trondheim, nel paese di Sør-Trøndelag, Norvegia
La Cattedrale di Nidaros è una cattedrale della chiesa norvegese situata nella città di Trondheim, nel paese di Sør-Trøndelag, Norvegia - Sputnik Italia, 1920, 26.11.2021
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L'appello della Chiesa di Norvegia a porre fine all'esplorazione di petrolio e gas dalla piattaforma continentale norvegese ha scatenato una forte e negativa reazione da parte dei fedeli, che in massa hanno preso le distanze, e dai politici, che l’hanno rimproverata di agire come un partito e non una congregazione religiosa.
A seguito di un appello della Chiesa di Norvegia per fermare ulteriori attività di esplorazione di petrolio e gas sulla piattaforma norvegese, espresso durante un incontro nazionale con 116 rappresentanti di undici diocesi a Trondheim, più di 1.700 norvegesi hanno lasciato l'organizzazione religiosa, ha riferito il quotidiano Vårt Land.
Il contraccolpo mostrato dai fedeli è stato accompagnato dalle altrettanto severe critiche da parte dei politici.
Tra gli altri, il leader nazional-conservatore del Partito del Progresso Sylvi Listhaug ha chiesto alla Chiesa di Norvegia di smetterla di comportarsi come se fosse un partito politico, aggiungendo che, in ogni caso, un’offensiva contro l'industria petrolifera sarebbe comunque una causa persa in un Paese come la Norvegia, la cui economia è fortemente legata a tale risorsa.
"Come sappiamo, chiudere l'industria petrolifera norvegese potrebbe portare a un aumento delle emissioni a livello globale, togliere posti di lavoro e rendere la Norvegia un paese più povero. Non resterà molto per le sovvenzioni della stessa Chiesa o per gli aiuti, se eliminiamo i proventi del petrolio. Stanno tagliando il ramo su cui sono seduti", ha detto Listhaug al quotidiano Klassekampen.
Il deputato conservatore Sveinung Stensland ha sottolineato che non ci sono le basi nella Bibbia per una tale decisione e ha suggerito che la Chiesa starebbe inutilmente aizzando i fedeli con tale comportamento.
"Quando vuole essere un laboratorio politico, essere un partito politico, la Chiesa di Norvegia si rende meno interessante per noi che siamo politicamente impegnati. Allora non ti senti a casa", ha detto Stensland a Vårt Land.
La Chiesa di Norvegia si è detta preparata a una reazione negativa, ma ha chiarito di non avere rancore nei confronti di coloro che lavorano nell'industria petrolifera e del gas.
"È naturale che la decisione che è stata presa susciti reazioni di questo tipo. Allo stesso tempo, è importante per noi essere chiari che la Chiesa non vede come un problema chi lavora nel settore petrolifero in Norvegia. Fanno uno sforzo molto grande per la creazione di valore per la società norvegese", ha spiegato Olav Fykse Tveit, presidente della Chiesa di Norvegia.

Il valore dell’industria petrolifera per la Norvegia

La Norvegia è uno dei leader mondiali nelle esportazioni di risorse energetiche, coprendo circa il 2% della domanda mondiale di petrolio e il 3% della domanda di gas naturale. Questi proventi di petrolio e gas sono stati la base per il cosiddetto Oil Fund, il più grande fondo sovrano del mondo. Nonostante l'ovvio successo, negli ultimi anni molti partiti di sinistra hanno sostenuto un arresto completo dell'esplorazione petrolifera del paese per motivi ambientali.

La Chiesa di Norvegia

La Chiesa di Norvegia è una denominazione evangelica luterana del protestantesimo e di gran lunga la più grande chiesa cristiana del paese, che abbraccia poco meno del 70 percento della popolazione. Fino alla metà del XIX secolo, aveva il monopolio quasi totale della religione in Norvegia, tuttavia, a partire dal 1º gennaio 2017, ha cessato di essere ‘Chiesa di Stato’ dopo 500 anni. A partire dalla stessa data, ha cambiato anche denominazione ufficiale in ‘Chiesa del Popolo’.
Negli ultimi decenni si è assistito ad un forte calo di fedeli, di pari passo con quanto avviene con la Chiesa di Svezia, anch’essa luterana e facente parte della stessa ‘Comunione di Porvoo’. Questa tendenza è stata attribuita alla società che diventa sempre più laica e multiculturale, così come alla posizione liberale della Chiesa sulle questioni sociali, tra cui l'immigrazione, i diritti LGBTQ e i diritti ambientali, che allontanano i fedeli più tradizionali.
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