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Stefano Ceci, da tifoso a socio e amico di Maradona: "Diego ha vissuto una vita che era una bugia"

© Foto : Stefano CeciStefano Ceci e Diego Maradona
Stefano Ceci e Diego Maradona - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
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A un anno dalla scomparsa del più grande talento calcistico di tutti i tempi, Sputnik si è recato a Napoli per incontrare Stefano Ceci, socio, assistente e amico del campione, ma anche l’uomo attualmente al centro del mirino per la campagna legale contro di lui, istituita dagli eredi.
A Stefano Ceci, amico fedele e socio in affari per un ventennio, Maradona concesse i diritti di sfruttamento della propria immagine, ma gli eredi del campione lo accusano di non poter essere lui il vero depositario di tutti quei ricchissimi diritti commerciali.
Sputnik Mundo ha voluto sentire la versione dello stesso Ceci sul come un semplice tifoso abbia potuto conquistare la totale fiducia del proprio idolo. Sputnik italia pubblica la versione abbreviata dell'intervista.
L'incredibile storia di Stefano Ceci inizia nel 2000, ricostruisce l’inviato Cesar Salvucci, quando Maradona si reca a Cuba dopo essere stato a un passo dalla morte a Punta del Este, in Uruguay, il 4 gennaio di quell’anno.
L'italiano lascia Catanzaro, prende un aereo e vola a Cuba, dove il Pibe de Oro era andato a disintossicarsi. Dorme in strada, aspetta il campione davanti alla porta dell’hotel, alla fine riesce a farsi notare dal suo idolo e farsi scattare una seconda foto con lui, dopo quella fatta a Napoli, quando era ancora un tifoso bambino.
© Foto : Stefano CeciStefano Ceci da bambino insieme a Diego Maradona
Stefano Ceci da bambino insieme a Diego Maradona - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
Stefano Ceci da bambino insieme a Diego Maradona
Ma, per Ceci, Maradona è un idolo, e questa confidenza non fa che aumentare il suo desiderio di entrare nell’entourage del campione. Alla fine ci riesce, dopo tanti altri appostamenti e attese en passant.

Non solo, Ceci diverrà un fidato amico e persino socio in affari. Tuttavia, "non è stato facile”, confessa lo stesso Ceci, "soprattutto negli ultimi anni, perché aveva un deterioramento fisico e psicologico. Nessuno poteva sopportare di passare due giorni con lui".

Cuba, droga e amicizia: "Andavamo tutti con le minorenni"

- Cosa hai trovato quando sei entrato a far parte del gruppo di Maradona a Cuba?
- Un gran casino! È lì che ho iniziato a realizzare il mio sogno di bambino. -ha raccontato l’italiano in spagnolo, con, per altro, un accento marcatamente argentino- La parabola o finiva lì o continuava a 180 gradi. Fino a quel momento, in vita mia avevo fumato al massimo uno spinello, una sigaretta, non avevo mai fatto una scoreggia. Niente, zero. Ero pulito. Quando sono arrivato, Diego si faceva di cocaina. A quel tempo non c'era quasi nessuno. C’erano solo Fierrito e Guillermo Coppola che andavano e venivano. Quando mi aprirono la porta, pensai... cosa faccio? La chiudo e il sogno finisce? Decisi di restare. Diego lo ha sempre apprezzato. Ho deciso di restare quando con lui non c'era più nessuno. Quando non c'erano soldi. A Panama siamo entrati con la mia carta di credito, anche per l’albergo. Diego non aveva una lira.
© Foto : Stefano CeciStefano Ceci
Stefano Ceci - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
Stefano Ceci
- Saresti potuto diventare amico di Maradona senza anche cadere nella droga e nel mondo della notte in quel momento?
- All'epoca no. Non era tanto il problema di uscire, la notte, ca**o. In quel momento, il problema era il pallino del golf che gli era venuto. Dalle 10 del mattino fino alle 2 dell’alba. Pioggia, zanzare, caldo... depressione... Ci voleva la roba! Altrimenti, era impossibile passare 14 ore su un campo da golf con le zanzare che ti mangiano.
- Hai conosciuto Mavys Álvarez, che all'epoca era un’adolescente, con la quale Maradona ebbe una lunga relazione?
- Ora, tutti stanno tirando me*da a Diego. Ci penso io... era sempre una festa. Lì a Cuba non si chiede "quanti anni hai", né si chiedono documenti. Inoltre, la prostituzione inizia già dall'età di 13 anni. A quel punto eravamo tutti in trip. Immagina se io, strafatto, chiedessi: "Ascoltami, quanti anni hai? Ah, no, no! Sei piccola!" Non so perché la Mavys se ne esca adesso. L'ho vista a Cuba in quel momento e c'era una relazione. Anche la ragazza era in trip.
- Sostiene che Diego l'abbia iniziata alla droga.
- Può essere. Come ho iniziato io con Diego, ma non è che mi ha afferrato i capelli e ha detto: "Drogati o vattene", ma avevo già 26 anni, la ragazza ne aveva 16. Ma la famiglia era lì! La madre era lì…
- Come si comportava Diego con quella ragazza?
- Amorevolmente. Geloso, non mi lasciava solo con lei. Diego è sempre stato così. Ora è facile colpirlo. Anche Diego poteva sbagliare. Andavamo tutti con minorenni, incluso me.
© Foto : Stefano CeciStefano Ceci e Diego Maradona a Cuba
Stefano Ceci e Diego Maradona a Cuba - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
Stefano Ceci e Diego Maradona a Cuba

La fine di Diego, in assoluta solitudine

- Maradona parlava mai di come immaginasse la sua morte?
- Diego aveva abbassato le braccia dopo il tributo per il suo compleanno sul campo di calcio del Gimnasia in Argentina. Era stanco, molto stanco. Aveva problemi. Alti e bassi. Nel 2015, quando gli dissi che avrebbe dovuto badare di più a sé stesso, mi rispose: "Tano, non rompermi le palle. Morirò qui, su questo letto". Aveva persino deciso il modo di morire, il tipo! È morto perché il suo fisico era rovinato: cuore, fegato, testa... Ma aveva le idee chiare su come sarebbe stata la sua fine. Diego non è morto da solo, ha vissuto da solo.
- Rimpiangi qualcosa dei tuoi 20 anni con Diego?
- Niente, zero. Gli ultimi otto, dieci anni, sono sempre stato lì!
- Dove vivi attualmente?
- A Dubai.
- Dove? In quale casa?
- La mia! Ho comprato il mio appartamento! Hanno detto che vivevo ancora nella casa di Diego a Dubai. Quando se ne andò, è tutto finito. Quella casa è stata affittata. Non ho nulla da nascondere. El pequeño (Diego maradona, il piccolo in spagnolo) mi guida da lassù. Se vieni a casa mia, vedrai che sul mio comodino ho le foto di Diego, Don Diego e La Tota (i suoi genitori). Andiamo a casa degli eredi per vedere chi di loro ha il padre sul comodino.
Diego ha vissuto una vita che era una bugia. Era una bugia. Io a Diego gli ho voluto bene veramente. Gli altri gli mentivano solo. Tutti. Non ti sto dicendo gli eredi. I compagni, quelli della FIFA, quelli del Napoli. L'hanno usato. Il potere l'ha usato. Tutti. Quelli che volevano intervistarlo, quelli che volevano una foto. Gli hanno mentito tutti. Non mi resta che sapere che anche lui mi voleva bene. Le cose si stanno già chiarendo. Sempre, dopo un temporale, sorge il sole. Per me è una piccola tempesta. Ci sono riuscito per 20 anni e ci sono stati temporali... passare 20 anni con Maradona non è stato facile.
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