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Rapporto Gimbe: contagi giornalieri quadruplicati in cinque settimane

© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
Unità di terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
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Salgono anche i ricoveri e i decessi, mentre due, tra Province e Regioni, superano la soglia critica di occupazione in terapia intensiva.
Per la quinta settimana consecutiva si registra in Italia un aumento a livello nazionale dei nuovi casi settimanali di coronavirus.
Nel complesso, si registra un aumento del 27%, con una media mobile a 7 giorni, che risulta più che quadruplicata, da 2.456 casi il 15 ottobre a 9.866 il 23 novembre.
Ad annunciarlo è il presidente della Fondazione Gimbe, nel consueto monitoraggio indipendente, relativo alla settimana dal 17 al 23 novembre.
I nuovi casi, negli ultimi sette giorni, sono passati da 54.370 a 69.060, così come aumentano i ricoverati con sintomo (da 3.970 a 4.597, +15,8%), i pazienti in terapia intensiva (da 481 a 560), +16,4%) e i decessi, (da 402 a 437).
Crescono anche le persone in isolamento domiciliare (da 118.945 a 149.353, +25,6%), così come i casi attualmente positivi del (da 123.396 a 154.510, +25,2%).

"L'aumento della circolazione virale è ben documentato dall'incremento sia del rapporto positivi/persone testate, da 3,6% a 14,7%, sia del rapporto positivi/tamponi molecolari, da 2,4% a 6,3%, e positivi/tamponi antigenici rapidi, da 0,07% a 0,27%", osserva Cartabellotta.

Incrementi in tutte le regioni

Gli incrementi riguardano indistintamente tutte le regioni, con variazioni che vanno dal +1,3% della Toscana al +124,3% della Valle D'Aosta.
In 92 province, poi, si registra un'incidenza pari o superiore a 50 casi per 100mila abitanti: in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto tutte le province superano questa soglia.
Ben 18 le province dove si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160).

"Quando l'incidenza supera i 150 casi per 100mila abitanti gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l'esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio, come già fatto dalla Provincia autonoma di Bolzano", ha sottolineato Cartabellotta.

Cresce l'occupazione degli ospedali in area medica e in TI

Sul fronte degli ospedali, come afferma la responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe Renata Gili, si rileva un ulteriore incremento dell'occupazione tanto in area medica (+15,8%), quanto in terapia intensiva (+16,4%).
Nel complesso, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 4.597 del 23 novembre (+93,9%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 560 del 23 novembre (+65,7%).
A livello nazionale, al 23 novembre, il tasso di occupazione è dell'8% in area medica e del 6% in area critica, ma con notevoli differenze regionali: per l'area medica superano la soglia del 15% la provincia autonoma di Bolzano (16%) e il Friuli Venezia Giulia (18%), che con il 14% supera anche quella del 10% per l'area critica.
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