Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Occupazioni abusive e l’emergenza “casa” che nessuno vuole affrontare

© Sputnik . Alexander Vilf / Vai alla galleria fotograficaLa città italiana di Appiano
La città italiana di Appiano - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
Seguici su
Non finisce l’incubo per i proprietari di casa. Un altro caso di occupazione abusiva ai danni di una donna anziana si è verificato a Napoli. Fa seguito alla recente vicenda di Ennio Di Lalla. Il tema delle occupazioni è molto più diffuso e complesso, un fenomeno che mostra le condizioni gravi in cui vive una grande fascia di cittadini.
Ha fatto clamore il caso del pensionato romano cacciato di casa da un’abusiva che si è insediata nella sua abitazione mentre l’uomo era in visita medica. Il dramma delle case occupate è un tema di estrema attualità, un problema dove le istituzioni sembrano non intervenire e non dare risposte ad un bisogno sociale grave.
Il fenomeno delle occupazioni è molto complesso ed esteso nel Paese. Dietro alle occupazioni operano organizzazioni criminali che lucrano sulla guerra fra poveri e poverissimi. Allo stesso tempo il territorio nazionale è pieno di edifici pubblici abbandonati, case popolari libere e sfitte in attesa di ristrutturazione. Lo Stato da troppi anni non investe nell’edilizia popolare e il tema “casa” sembra non essere all’ordine del giorno. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Walter De Cesaris, segretario nazionale dell’Unione Inquilini.
— C’è stata un recente caso di occupazione abusiva ai danni di un’anziana a Napoli, ancora prima la vicenda del signor Di Lalla che ha fatto tanto clamore. Il fenomeno delle occupazioni è molto diffuso in Italia. Walter De Cesaris, possiamo dire che si tratta di una guerra fra poveri?
— Rispetto ai due casi della domanda si tratta di casi gravissimi. Fatti del genere riguardano la polizia, i carabinieri, la magistratura. Qui parliamo del rispetto dell’ordine pubblico. Il proprio alloggio non può essere occupato da altri, su questo non ci piove. Quando si parla del tema delle occupazioni le cose vanno approfondite. I fatti di cronaca nera sono reati gravi che vanno perseguiti, le persone che hanno subito il danno vanno rimesse immediatamente nel loro regolare alloggio.
Un anziano - Sputnik Italia, 1920, 30.10.2021
Roma, va a fare le analisi e si ritrova la casa occupata da una donna rom: "Ora ci abito io"
Il fenomeno delle occupazioni è più complesso di cui vanno indagate le ragioni e le condizioni sociali. Bisogna capire la natura del tipo di occupazione. Secondo me è sbagliato con il solo termine “occupazione” mettere insieme fenomeni diversi. Noi dell’Unione Inquilini pensiamo che sia sbagliato occupare una casa popolare, perché è una casa destinata ad un altro povero, anche quando questa casa è vuota. La maggior parte delle occupazioni si verificano proprio in case vuote o che si liberano. Ci sono le graduatorie, i bandi, vanno rispettate le regole vigenti.
— Dietro al fenomeno delle occupazioni ci sono organizzazioni criminali?
— Ci sono occupazioni in determinate aree del Paese che vengono gestite da racket mafiosi e della criminalità organizzata. Noi non solo lo condanniamo, ma lo combattiamo sul territorio. Abbiamo una sede a Napoli, i nostri compagni sono quotidianamente minacciati, hanno subito aggressioni, le nostre sedi sono state in alcune occasioni devastate da raid camorristici, perché noi contrastavamo i poteri criminali dietro la gestione delle case popolari. Abbiamo contrastato anche a Ostia i clan che gestiscono il sistema delle case popolari.
Poi bisogna capire dove e perché lucrano i poteri criminali su questo. C’è un bisogno sociale inevaso, vediamo una sofferenza sociale molto estesa nel nostro Paese. Ci sono 650 mila famiglie nel nostro Paese che avrebbero il diritto ad una casa popolare, ma non hanno alcuna risposta perché lo Stato italiano non fa più le case popolari, non investe più nell’edilizia popolare. Le case non vengono assegnate.
— Quindi ci sarebbero anche delle case popolari sfitte, ma i tempi di assegnazione sono troppo lunghi?
— Esatto, non solo. C’è una carenza strutturale, basti pensare che gli ultimi investimenti nelle case popolari risalgono agli anni ’70-’80 del secolo scorso, da 40 anni non c’è un vero investimento nelle case popolari. È un patrimonio molto vecchio, in disuso e degradato. Ci sono delle case poi che avrebbero bisogno di una piccola manutenzione e ristrutturazione, ma non sono assegnate perché le aziende comunali non hanno le risorse per poterle ristrutturarle. Si parla di un 7% circa del patrimonio delle case popolari. A Milano per esempio si parla di 10 mila alloggi.
Edilizia - Sputnik Italia, 1920, 24.10.2021
Prorogato fino al 2023 il Superbonus 110% ma solo per condomini e case popolari
— Quante sono invece le case occupate abusivamente, avete delle cifre in merito?
— Se parliamo del fenomeno delle occupazioni dobbiamo distinguere due grandi ambiti. Il primo è il fenomeno dell’occupazione all’interno delle case popolari che è un fenomeno il quale contrastiamo e che nasce da una domanda sociale inevasa. Qui parliamo di circa il 10%. Si tratta di casi di morosità che derivano da una condizione sociale che negli ultimi anni si è gravemente deteriorata, anche a causa della pandemia.
L’altro fenomeno delle occupazioni riguarda gli edifici pubblici abbandonati e degradati. Questo è un tipo di occupazione che noi appoggiamo e con cui collaboriamo. Se c’è un immobile pubblico costruito con i soldi pubblici e viene lasciato vuoto per anni di fronte ad un bisogno sociale inevaso pensiamo che occuparlo con l’obiettivo che venga recuperato e risanato a canone sociale è una rivendicazione da sostenere. C’è bisogno almeno di 500 mila casa popolari a canone sociale, non si possono però fare altrettante costruzioni.
— Che cosa dovrebbe fare lo Stato?
— Recuperare e riusare il patrimonio pubblico lasciato in disuso. È un patrimonio enorme dalle caserme alle scuole abbandonate. Si tratta di edifici che sono fonte di degrado all’interno delle città. C’è bisogno di un grande piano di rigenerazione urbana che consenta il riuso di questi immobili al fine di alloggi sociali. Questo è il miglior metodo per togliere l’acqua dove navigano i pesci del racket. Un investimento così si inserirebbe pienamente dentro alla transizione ecologica e alle direttive dell’Europa.
Va affrontato il problema di chi oggi è senza casa e di chi oggi è in una condizione sociale talmente grave che non regge il costo di un’abitazione privata. Oggi c’è un’esplosione dei casi per morosità. 30 anni fa il 20% degli sfratti era per morosità, oggi è oltre il 90%. Bisogna rispondere a questa domanda inevasa. Gli episodi di criminalità ci saranno sempre. Gli episodi di cui parlavamo all’inizio vanno combattuti con le armi della polizia e della magistratura. La questione sociale va affrontata invece con le politiche sociali.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала