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Enel accelera verso la decarbonizzazione: obiettivo neutralità entro il 2040

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Enel - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
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Investimenti nelle rinnovabili, stop alle centrali a carbone entro il 2027 e vero l’uscita anche dal gas: la strategia per ridurre i costi in bolletta e viaggiare verso la transizione verde.
Obiettivi chiari, guidati dal mantra della transizione ecologica come traguardo. Enel, primo operatore al mondo per la gestione delle rinnovabili, accelera sul fronte della decarbonizzazione e per questo rivede il suo Piano industriale.
Nella strategia presentata dalla società, controllata per il 23,6% dal ministero dell’Economia, si prevede di chiudere entro il 2027 tutte le centrali a carbone del gruppo Enel nel mondo.
Un passo che sarà raggiunto in Italia già nel 2025, con l’unica incognita delle centrali in Sardegna.
E poi lo stop anche alle centrali a gas una decina di anni dopo: “Il grosso dell’Europa tra 20 anni spegnerà il gas. È una follia dipendere dal gas. Prima ne usciamo meglio è”, ha detto l’amministratore delegato Francesco Starace.
E ulteriore passo: raggiungere la neutralità carbonica con 10 anni di anticipo, già nel 2040.

Il piano e gli investimenti

Enel ha stimato una spesa di 201 miliardi da qui al 2030 per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica.
Del budget totale, 170 miliardi saranno investiti direttamente dal gruppo e gli altri 40 miliardi con interventi di terzi.
La spesa sarà poi suddivisa tra reti e rinnovabili, a cui andranno 70 miliardi di euro, e agli altri progetti, tra cui mobilità e batterie.
Un piano che consentirà di “anticipare di dieci anni net zero, la decarbonizzazione di tutte le attività, sia dirette che indirette”, ha detto Starace.
Ci sarà un passaggio intermedio al 2030, già significativo: “Una riduzione fino al 40% della spesa energetica dei clienti” a livello globale e “una riduzione fino all’80% della loro impronta carbonica”.

Per ora 'no' al nucleare e all’idrogeno

Intanto, in base al piano presentato, Enel accantona la corsa al nucleare e all’idrogeno.
Sui minireattori, Starace ha spiegato che “sono promettenti ma con costi molto alti e comunque non avranno un impatto nel prossimo decennio”.
Sull’idrogeno, invece, “non sono previsti investimenti nei prossimi tre anni, prima vogliamo valutare quanto possa essere competitivo”.
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