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Alti pensatori a Bruxelles: la Via della Seta EU e altri progetti 'geniali'

© Foto : Trans Adriatic Pipeline AG, all rights reservedCostruzione del Gasdotto Trans-Adriatico
Costruzione del Gasdotto Trans-Adriatico - Sputnik Italia, 1920, 25.11.2021
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Sono costretto ad ammetterlo: sono meno intelligente di quanto mi ero illuso di essere. L’ho scoperto quando il quotidiano tedesco Handelsblatt ha pubblicato una notizia che anticipava l’esistenza di un magnifico progetto della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Si tratta della risposta europea alla Belt and Road Initiative dei cinesi, risposta che andrà sotto il nome di Global Gateway. Secondo questo piano, che sarà presentato anche agli americani durante il prossimo viaggio negli USA della nostra Presidente, l’Unione investirà 40 miliardi di euro per costruire una grandissima rete infrastrutturale intra- e inter-continentale, per potenziare lo scambio di beni, servizi e persone. Non si vuole soltanto fare concorrenza alla Cina, ma dotare l’Europa e i Paesi vicini, a cominciare dall’Africa, di collegamenti ferroviari, stradali e marittimi più potenti e più grandi di quelli attuali. Le nostre industrie produrranno i macchinari necessari per realizzare fisicamente quelle opere e si faranno sbancamenti, gallerie, autostrade, porti e ferrovie dove lavoreranno migliaia di tecnici e operai e vedremo un fermento di lavori come non ne conoscevamo da anni.
A me sembra un’idea fantastica e il realizzare qualcosa di questo genere sarà un ulteriore lievito per l’economia del continente. Complimenti, dunque, ai nostri politici e funzionari di Bruxelles per aver saputo pensare così in grande!
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I dubbi, anzi, la certezza della mia incapacità nel comprendere con il giusto acume quanto deciso a Bruxelles mi sono nati quando mi sono ricordato che non è l’unico progetto pensato dalla nostra Commissione. Ce n’è un altro, altrettanto eccezionale: il Green Deal!
Anche in questo secondo caso, non posso che congratularmi con la signora von der Leyen. Lei, infatti, ci ha comunicato che l’Europa eliminerà ogni nuovo mezzo di locomozione funzionante a benzina, gasolio, gas o ibrido entro il 2035 ed, entro il 2050, nessuno di questi “facitori di gas serra” potrà più avere spazio in tutto il continente. Finalmente! In ossequio alle giustissime richieste dei nostri adolescenti, che hanno riempito le piazze per pretenderlo, gli europei (peccato che cinesi, indiani, americani, russi e africani non facciano lo stesso con le stesse scadenze) porranno fine al surriscaldamento climatico in corso.
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Se non avete ancora colto il perché la contemporaneità di questi due progetti mi ha reso conscio della mia limitatezza, significa che anche voi non siete molto più intelligenti di me. E, insieme, siamo molto meno acuti dei pensatori che abbiamo la fortuna di avere a Bruxelles.
Ciò che la mia mente ristretta non mi consente di capire è come sarà possibile procedere a tutte quelle opere infrastrutturali se, contemporaneamente, dovremo fare a meno dei motori a gasolio usati dalle macchine movimento terra, dalle gru, dai rimorchiatori, dai camion, dalle frese per gallerie ecc. Lavori come quelli ipotizzati dal Global Gateway richiederanno diversi decenni e al 2035 mancano solo quattordici anni. Per ora il progetto è solo un’idea preliminare messa su carta. Se anche la burocrazia sarà efficientissima e tutti i singoli progetti saranno approvati, i lavori potranno cominciare solo tra qualche anno e lo spazio temporale a nostra disposizione si ridurrà ulteriormente. Riusciranno i nostri eroi, non dico a finire, ma almeno a cominciare le opere necessarie, prima di dover rinunciare ai combustibili fossili che tanto ci fanno male?
Probabilmente queste domande non hanno alcun senso per chi ha pensato nello stesso momento entrambi gli interventi. Di certo, loro sanno già che tutti i cantieri e le macchine utilizzate per lavorarci saranno prodotte e alimentate con l’elettricità che deriverà da cellule fotovoltaiche e da quelle meravigliose torri a vento che decorano i nostri campi e le nostre colline. Anche le navi, che un domani attraccheranno nei porti rinnovati e modernizzati dal Global Gateway, troveranno sui moli le colonnine per ricaricare i loro motori.
A noi poverini sembra impossibile, ma a Bruxelles, siatene sicuri, hanno sicuramente previsto tutto!
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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