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Scuola, i sindacati contro Draghi: "Sciopero generale il 10 dicembre"

© Sputnik . Danilo Garcia di Meo / Vai alla galleria fotograficaSanificazione di un'aula scolastica
Sanificazione di un'aula scolastica - Sputnik Italia, 1920, 24.11.2021
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I sindacati accusano il governo di non aver stanziato abbastanza fondi per la scuola nella manovra per il 2022.
Nella legge di bilancio non ci sono misure che danno valore alla scuola. Le principali sigle sindacali, Flc Cgil, Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams, vanno allo scontro con il governo e annunciano lo sciopero generale per il prossimo 10 dicembre.
“L'amministrazione non ha fatto nulla per cercare di dare risposte al personale della scuola rimasto senza atto negoziale per il rinnovo del contratto e senza risorse per aumenti a tre cifre come promesso dallo stesso ministro”, denunciano i sindacati in una nota. In manovra non ci sono “né capitoli di spesa, né possibili incrementi” e non viene presentata “nessuna soluzione normativa, nemmeno a costo zero”.
Le organizzazioni, come si legge sul portale di informazione della Cgil, accusano l’attuale esecutivo di rimandare senza voler affrontare davvero il problema.
“Dopo due anni di retorica ci troviamo di fronte a una situazione chiara. C’è un divario significativo tra le retribuzioni della scuola e i dipendenti pubblici così come in base ai dati Ocse. Il divario di circa 350 euro va colmato, ci aspettavamo dei segnali”, dice Francesco Sinopoli, segretario generale di Flc Cgil.
Segnali che però, secondo i sindacati, non ci sono stati. “Chiediamo ‘risorse’ e riceviamo ‘tavoli’. – lamentano le organizzazioni - Servono segnali concreti non aperture al dialogo”.
“Servono misure che diano valore alla scuola, dignità professionale al personale”, incalzano. Misure che a parere dei sindacati non sono state incluse nella legge di bilancio. Per questo il personale scolastico è pronto ad incrociare le braccia.
“Questo sciopero – ha detto ancora Sinopoli - segna un punto di svolta nei rapporti con il governo. Ma la responsabilità è tutta del governo stesso che ha fatto una scelta: disinvestire sulla scuola, così come è accaduto negli ultimi 15 anni”.
Le principali richieste dei sindacati riguardano il rinnovo contrattuale per adeguare i compensi alla media europea. Gli aumenti richiesti erano di 350 euro al mese, ma nella finanziaria si fermano a circa un centinaio di euro. Tra le rivendicazioni c'è anche la stabilizzazione dei precari e la proroga dell’organico Covid per la parte del personale Ata.
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