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Olanda, ospedali al collasso: pazienti trasportati in Germania

© REUTERS / Violeta Santos MouraUn ospedale covid in Portogallo
Un ospedale covid in Portogallo - Sputnik Italia, 1920, 24.11.2021
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L'Olanda ha deciso di trasferire nella vicina Germania alcuni dei pazienti in terapia intensiva nel Paese, per allentare la pressione nei reparti ospedalieri. Intanto, in Austria, si parte con la dose di richiamo anticipata a quattro mesi dall'ultima dose.
Secondo quanto riportato dal Nederlandse Omroep Stichting, (NOS), agenzia di stampa del Paese fiammingo, due pazienti sarebbero già stati trasferiti da Rotterdam a Bochum.

"Intendiamo creare spazio, in modo che le capacità di terapia intensiva rimangano disponibili sia per i pazienti Covid-19, che per le cure regolari", hanno spiegato dal Coordinamento nazionale per la distribuzione dei malati, secondo quanto riportato da TGcom24.

Nel Paese olandese si è deciso, in questi giorni, di ricorrere al temuto codice nero, per fronteggiare la pandemia, in base al quale vi sarebbe una sorta di priorità nelle preferenze riguardo a chi affidare un posto letto nei reparti di terapia intensiva.
In base al protocollo, di solito viene assegnato un posto letto in reparto in base a ordine di arrivo e gravità della situazione medica del paziente. Con il codice nero, di contro, la priorità scatta per operatori sanitari venuti in contatto recentemente con pazienti infetti, ed età. Un paziente più giovane avrebbe così più chance di vedersi assegnato il posto letto, rispetto ad uno anziano.
L'Olanda, come la Germania, l'Austria, la Bulgaria e la Romania, sta affrontando la quarta ondata e si trova nel pieno della tempesta. I casi registrati nel Paese solo giovedì scorso hanno toccato le 23mila unità, stando a quanto riferito dal National Institute for Health.
Nonostante i numeri della situazione sanitaria, Rotterdam ha visto di recente incendiarsi la protesta per il lockdown parziale e per le misure anti coronavirus, con centinaia di arresti e fermi.
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La situazione in Austria

Il cancelliere Alexander Schallenberg ha annunciato ieri, di fronte ad un parlamento riunitosi in sessione speciale, che non esiste una data fissa per la fine del lockdown, pensato per le persone non vaccinate.
Il Paese si ferma per la quarta volta dall'inizio della pandemia di Covid-19. Lo sci, attività importante per l'economia del Paese, non sarà interessato dal blocco, come già successo lo scorso inverno, in quanto ritenuto un'attività motoria. I cittadini austriaci potranno così sciare, ma ovviamente solo quelli vaccinati o guariti e provvisti di mascherina sanitaria, obbligatoria sugli impianti di risalita. Restano aperte anche le scuole. I genitori potranno però tenere i figli a casa se lo desiderano. Chiusi i tradizionali mercatini di Natale. Il 12 dicembre, infine, la vita sociale riprenderà per vaccinati e guariti, mentre i non vaccinati dovranno restare ancora a casa.
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Schallenberg ha poi aggiunto che ogni persona deve avere e sentire la responsabilità di farsi vaccinare e che l'attuale blocco è un'"imposizione" per gli immunizzati. L'obiettivo finale è proteggere la popolazione e far vaccinare il maggior numero possibile di persone.

"Questa è l'unica cosa che possiamo fare per evitare futuri blocchi", ha dichiarato il cancelliere austriaco Schallenberg in parlamento.

Il cancelliere ha giustificato la decisione del governo di introdurre la vaccinazione obbligatoria, affermando che le misure precedenti non si erano dimostrate sufficienti a motivare le persone a vaccinarsi.
Nella stessa sessione, il ministro federale della Salute Wolfgang Mückstein ha annunciato che il governo avvierà una campagna mediatica a dicembre, con l'invio di lettere che esorteranno alla vaccinazione tutti coloro che non hanno ancora provveduto.
La sessione speciale è stata convocata dal Partito socialdemocratico austriaco (SPÖ).
Sul richiamo Vienna ha deciso di ridurre le tempistiche. La terza dose di rinforzo verrà somministrata a quattro mesi dall'ultima dose.
Lo riporta una dichiarazione ufficiale della task force del Paese:
"La terza dose - si legge ora - può essere somministrata dal quarto mese, mentre dovrebbe essere somministrata dal sesto mese dalla seconda".
Per quanto riguarda i vaccini di Johnson&Johnsonn , il richiamo va fatto tassativamente entro il 3 gennaio, pena lo scadere del green pass.
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