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Lo studio sull'odio social: nel 2021 diminuisce, ma è più radicalizzato

© Ramil SitdikovTwitter logo
Twitter logo - Sputnik Italia, 1920, 24.11.2021
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È quanto emerge dall'ultimo rapporto di Vox–Osservatorio Italiano sui Diritti, in collaborazione con diversi atenei italiani. Le più colpite sono le donne, in particolare le giornaliste e quelle impegnate in politica.
Donne, disabili, omosessuali, ebrei e musulmani. Sono queste, secondo la “Mappa dell’Intolleranza” tracciata da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti in collaborazione con Università Statale di Milano, l’Università di Bari Aldo Moro, La Sapienza di Roma e IT’STIME dell’Università Cattolica di Milano, le categorie più bersagliate online.
Il rapporto, giunto alla sua sesta edizione, analizza gli effetti dell’odio in rete e certifica una diminuzione dei tweet raccolti rispetto al 2020. Su un totale di 1.304.537 di interazioni su migranti, ebrei, musulmani, donne e disabili registrate da marzo a settembre dello scorso anno, il 43 per cento erano negative. Nel 2021 i tweet raccolti sono stati meno (797.326) in un arco di tempo più ampio, da gennaio ad ottobre, ma quelli negativi sono stati il 69 per cento.

Il numero di tweet discriminatori, insomma, diminuisce, ma si radicalizza. Gli obiettivi principali degli odiatori da tastiera sono le donne, prese di mira nel 43 per cento dei casi, seguite da islamici, disabili, ebrei, omosessuali e, infine, dai migranti.

Le più colpite sono politiche e giornaliste, ma anche virologhe, musiciste e in generale donne del mondo dello spettacolo o imprenditrici.
Il picco di messaggi d’odio nel 2021 è stato raggiunto lo scorso febbraio, quando Giovanni Gozzini, professore dell’Università di Siena, insultò Giorgia Meloni, ma anche in concomitanza con il boom di casi di femminicidio dello scorso settembre.
Dopo la leader di Fratelli d’Italia, le più odiate, secondo il report ripreso dall’agenzia Agi, sono, in ordine, “Teresa Bellanova, Vitalba Azzollini, Cathy La Torre, Ilaria Capua, Antonella Viola, Barbara D’Urso, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Myrta Merlino, Selvaggia Lucarelli e Chiara Ferragni”.
Migliaia di tweet contro gli ebrei, inoltre, sono stati lanciati, ad esempio, quando la senatrice a vita Liliana Segre ha stigmatizzato il corteo no-pass di Novara, dove il green pass veniva paragonato alle persecuzioni razziali, mentre il picco di tweet omofobi si è raggiunto in occasione dell’intervento pro Ddl Zan del rapper Fedez al concerto del primo maggio.
L’intolleranza è più diffusa al Nord Italia e nel Lazio, con Roma, Milano e Torino che sono, in ordine, le città da cui sono partiti il maggior numero di tweet offensivi.
Il pericolo, sottolinea il rapporto, è che ci sia “una sorta di azione diretta di gruppi eversivi che tentano di soffiare sul fuoco”, come sta accadendo, notano ancora i ricercatori, con il movimento no-vax.
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