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Infermiera no-vax riammessa al lavoro da giudice di Velletri

© Sputnik . Andrei Starostin / Vai alla galleria fotograficamartello giustizia
martello giustizia - Sputnik Italia, 1920, 24.11.2021
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Prima vittoria no-vax in un tribunale del Lazio: "la sospensione dal lavoro può costituire solo l'extrema ratio", si legge nelle motivazioni della sentenza.
Il giudice del lavoro di Velletri ha disposto per un'infermiera della Asl Roma 6 sospesa senza stipendio lo scorso ottobre per la sua scelta di non vaccinarsi contro il Covid la riammissione al lavoro e l'erogazione del salario. Dopo molti ricorsi del personale sanitario no-vax respinti dalla giustizia italiana, si tratta della prima vittoria in tribunale per un no-vax.
"...Ordina alla Asl l'immediata ricollocazione della ricorrente presso la Centrale Sats di Marino e l'erogazione dello stipendio", si legge in un passaggio della sentenza riportato dall'Ansa del giudice Giulio Cruciani, che con un decreto cautelare del 22 novembre scorso ha riammesso al lavoro l'operatrice sanitaria riluttante alla vaccinazione anti-Covid.
Per la sua sentenza il giudice ha fatto riferimento alla "rilevanza costituzionale dei diritti compromessi (dignità personale, dignità professionale, ruolo alimentare dello stipendio)".
"La sospensione dal lavoro può costituire solo l'extrema ratio e evento eccezionale in una azienda medio grande".
L'avvocato David Torriero dell'infermiera laziale no-vax, sempre citato dall'Ansa, ha commentato con soddisfazione il provvedimento del giudice del lavoro di Velletri, rilevando l'illegittimità della decisione dell'Asl nei confronti della sua assistita, dal momento che il diritto al lavoro è garantito anche dal tampone secondo i vari decreti adottati dal governo.
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"Il tribunale con questa ordinanza riafferma con chiarezza il diritto al lavoro a fronte di una sospensione che non può fare riferimento al diritto alla salute se sono state proprio le decisioni del Governo a stabilire che lo stesso è garantito attraverso il ricorso ai tamponi ogni 48 ore".
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