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Fondi decreti Rilancio e Cura Italia, truffa sui crediti d’imposta: sequestrati 110 milioni di euro

© Sputnik . Fabio CarboneAuto della guardia di finanza
Auto della guardia di finanza - Sputnik Italia, 1920, 24.11.2021
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La centrale analisi del rischio dell’Agenzia delle Entrate ha allertato la Procura della Repubblica di Roma e i militari della Guardia di Finanza della capitale, per bloccare una presunta truffa da 110 milioni di euro sui crediti di imposta relativi ai decreti “Rilancio” e “Cura Italia” del 2020.
I decreti prevedono sostegni economici alle imprese che si sono trovate in difficoltà nei periodi più duri della pandemia.
L’analisi, condotta dall’Agenzia delle Entrate e ora sotto inchiesta da parte di Procura e Guardia di Finanza, ha evidenziato come una società attiva a Roma stesse operando in modo da far risultare fittiziamente i crediti di imposta a nome e per conto di imprese, ma anche di persone fisiche.
Nello specifico, la presunta truffa da 110 milioni verte sui fondi messi a disposizione per la locazione di immobili ad uso non abitativo e riconosciuti sotto forma di crediti d’imposta, in misura pari a una percentuale dei canoni effettivamente versati (fino al 60%).
I benefici fiscali possono essere direttamente utilizzati dai beneficiari per compensare debiti fiscali, oppure ceduti, anche in parte e più volte, per lo stesso fine, dandone comunicazione – sia il cedente che il cessionario – attraverso la piattaforma informatica “cessione crediti”, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
In questo caso, i crediti appaiono ceduti fittiziamente e per tale motivo, con decreto d’urgenza, la Procura di Roma ha bloccato il patrimonio aziendale, le quote societarie dell’impresa romana e sequestrato il sito internet usato per promuovere l’attività, insieme ai crediti d’imposta non ancora ceduti.

Come si è accorta della truffa l’Agenzia delle Entrate?

Confrontando la dichiarazione dei redditi degli imprenditori, sono emerse situazioni in cui gli importi modesti dichiarati non combaciavano con le spese locative dichiarate, pari a centinaia di migliaia di euro all’anno.
Risulta, inoltre, che 10 milioni di euro sono stati monetizzati mediante la cessione a intermediari finanziari.
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