Super green pass per salvare il Natale, sono le regioni ora a chiedere la misura

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Il visitatore presenta un codice QR prima di entrare in un museo - Sputnik Italia, 1920, 23.11.2021
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Tiene banco in questi giorni la discussione sul super green pass. Ora sono le regioni a chiedere la misura, pur di salvare il Natale.
Concluso l'incontro tra governo e regioni sulle ulteriori misure da mettere in campo per fronteggiare la pandemia di Covid-19, quest'ultime chiedono di imporre il tanto temuto, e sulla bocca di tutti, "super green pass" o, se preferite, green pass 2.0.
Ma cosa cambierebbe? In pratica, con il super green pass, riservato solo a vaccinati e guariti, si limiterebbero gli accessi nei luoghi o eventi dove vi è maggior rischio di contagio: luoghi pubblici, bar, aperitivi, ristoranti, ecc.
Rimarrebbe in definitiva, per chi esegue il tampone, la sola possibilità di ottenere un green pass "semplice", valido unicamente per recarsi al lavoro.
A quanto pare, a breve, per tutte le altre attività non essenziali, ci vorrà questa sorta di green pass potenziato.
La risposta del governo, in tal senso, è di valutazione.
Roberto Speranza  - Sputnik Italia, 1920, 23.11.2021
Terza dose dopo 5 mesi, l’ok dopo la circolare del Ministero della Sanità
Questo quanto venuto fuori dal confronto tra il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, e i governatori delle regioni, a cui era presente il ministro della salute Roberto Speranza.
Allo stesso tempo, scende al quinto mese il termine previsto per la somministrazione della terza dose di vaccino. Tatticismo che permetterà così di accelerare nel conteggio delle terze dosi.
L'ipotesi super green pass si fa sempre più concreta, anche se vi sono alcune significative differenze di visione da regione a regione:
tra chi chiede l'applicazione della misura solo alle regioni in arancione o rosso
e chi sostiene vada applicato da subito e senza "distinzioni di colore", come il governatore Regione Calabria Roberto Occhiuto.
Il solo Marsilio, governatore dell'Abruzzo, non si trova d'accordo.
Così si esprime sul tema il sottosegretario alla salute Andrea Costa:

"Per chi decide di non vaccinarsi è giusto garantire il diritto al lavoro ed i diritti primari, ma se una persona non si vaccina è giusto che abbia qualche restrizione in più".

Intanto, in Alto Adige, è scattata una nuova stretta, dopo che, in questi giorni, si era assistito ai party Covid-19, con un tasso per i non vaccinati che sfiora il 18%, e con coprifuoco in atto e chiusura anticipata dei bar e dei ristoranti alle 18 in ben 21 comuni della regione, tra Senales, Ortisei, San Pancrazio, ecc.
Tampone Covid - Sputnik Italia, 1920, 22.11.2021
"Covid party" per ottenere il green pass. E l'Alto Adige ora rischia la zona gialla
Sul tema, dalla Sicilia spingono ancora oltre, dove Nello Musumeci, governatore dell'Isola, chiede a gran voce l'obbligo vaccinale. Obbligo per cui spingono anche i vertici di Confindustria, ma che, al momento, non viene preso in considerazione da Palazzo Chigi.
Con un tweet, Speranza auspica la terza dose per tutti, e si va verso l'obbligo per i sanitari:
Una circolare del ministero della Salute conferma la messa in pratica del provvedimento, in vigore da mercoledì.
In vista del Natale, insomma, si va verso l'introduzione del green pass potenziato, con importanti ripercussioni nella vita dei cittadini, in primis nei trasporti: l'idea è di ampliare i luoghi in cui è necessario munirsi di lasciapassare.

Se per il momento, infatti, il green pass è richiesto solo per i trasporti a lunga percorrenza, come treni o aerei, da dicembre potrebbe essere necessario anche per viaggiare a bordo dei mezzi di trasporto pubblici in genere, quali metropolitana, autobus, ecc.

Per i trasporti a lunga percorrenza, il green pass non dovrebbe subire variazioni e potrebbe essere scaricato ancora dopo il tampone. Almeno stando ad indiscrezioni riguardanti una prima fase del provvedimento.
La parola ora al governo, che dovrà decidere se introdurre o meno il super green pass e per quali regioni e in quali modalità.
Il nuovo decreto per fronteggiare la nuova ondata di contagi da Covid 19 sarà approvato entro pochi giorni e prevederà restrizioni e divieti soltanto per chi non è vaccinato.
Ambulanza della Croce Rossa in Italia - Sputnik Italia, 1920, 22.11.2021
In Alto Adige scoperta al lavoro infermiera no-vax "sospesa" in Rsa
"Dobbiamo garantire alle attività di rimanere aperte e a chi è immunizzato di continuare la vita sociale", di rimando i ministri ai governatori delle regioni italiane all'incontro.
Giovedì verrà convocata la cabina di regia e poi si terrà il Consiglio dei ministri per il via libera.
Salvini annnuncia battaglia, ma anche i governatori leghisti sono schierati per la linea dura.
Rimane in campo anche l’ipotesi di imporre l’obbligo vaccinale per tutti.
Mario Draghi non si tirerebbe indietro, a quanto pare, di fronte a questo ulteriore ed estremo passo, ipotizzabile per contrastare la terribile pandemia in corso. Ipotesi presa in considerazione solo come estrema ratio, certo, ma pur sempre ancora paventata. Ma che si trovi l’accordo per l’obbligo generalizzato appare comunque cosa remota, per i nodi giuridici da sciogliere, punto non da poco, e per il fatto che la situazione dell'Italia è ben differente da quella di Paesi come Germania e Austria. Si ricorda che l'Italia è ai primi posti per la campagna vaccinale e per l'efficacia riscontrata, oltre che per la risposta, comunque alta, della popolazione.
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