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Sequestro record in Sardegna, 1700 chili per un valore di €17 milioni: 3 arresti e 17 denunce

CC0 / Pixabay / Canapa
Canapa - Sputnik Italia, 1920, 23.11.2021
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Grosso sequestro di canapa in provincia di Oristano, 1.700 chili di infiorescenze, per un valore di 17 milioni di euro.
Massiccia operazione dei carabinieri, con controlli in ben 500 aziende agricole, ma anche ovili, terreni, capannoni e quant'altro.
I carabinieri del comando provinciale di Oristano-Mogoro-Ghilarza hanno dato il via alla maxi operazione, che ha visto in azione anche lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna.
Scoperte numerose irregolarità nella coltivazione di canapa, oltre che la detenzione illecita di armi.
Tre arresti, 17 denunce, ben 1.700 chili di infiorescenze del vegetale e 16mila piante coltivate illegalmente.
Il vegetale oggetto del grosso sequestrato è stato analizzato dagli uomini dei laboratori del Ris, che hanno riscontrato valori di THC nelle piante superiore al consentito.
Il materiale era già imballato e pronto per essere immesso sulle piazze dell'isola, e non solo.
A Tramatza sequestrati 1.500 chili, a Bonacardo e Milis tre giovani sono stati sorpresi in fragranza di reato, intenti nelle cure di un ulteriore impianto illecito.
In un capannone a Usellus sequestrate circa 11.000 piantine di canapa messe a seccare.
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La coltivazione

Molto diffusa fin dal lontano passato, se ne ricavavano fibre tessili, carta, corde, olio e numerosi altri prodotti derivati.
Bologna e Ferrara, storicamente, le due città a detenerne il primato. L'Italia da secondo produttore mondiale del vegetale rifornisce dello stesso perfino la marina britannica. La coltivazione vede scendere l'interesse per il prodotto dopo l'introduzione nella marineria di navi a carbone, che non necessitano per ovvietà di vele di canapa, e di notevole cordame.
Nella seconda guerra mondiale la produzione riprende, spinta dal fatto che le fibre alternative alla canapa e gli oli sono più costose.
Rinnovatosi l'interesse, la coltivazione è stata poi a lungo osteggiata, additando e condannando in tutto il mondo come "narcotico".
Canapa - Sputnik Italia, 1920, 28.09.2021
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Ora si sta assistendo nel Paese, e in generale in giro per il mondo, ove legalmente possibile, ad un ulteriore rinnovato interesse, per il fatto che dal vegetale si possono ricavere materiali per l'edilizia, la medicina e la farmaceutica.
Da legge 2 dicembre 2016, e successivo decreto ministeriale 4 novembre 2019, si è fissato il termine massimo di THC totale che la pianta può avere in concentrazione, senza incappare nei reati di "produzione e spaccio di sostanze stupefacenti", al 0,2%.
Limiti evidentemente superati nelle coltivazioni oggetto di fermo e di indagine nel quadro di questa maxi-operazione.
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