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Netflix citata per diffamazione per la serie sull'assassinio del premier svedese Olof Palme

© AP Photo / Matt RourkeNetflix logo
Netflix logo - Sputnik Italia, 1920, 23.11.2021
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Il gigante dello streaming Netflix è stato citato in giudizio in Svezia per diffamazione: la nuova serie disponibile, che ripercorre la storia dell’omicidio del premier Olof Palme avvenuto nel 1986, sarebbe diffamatoria nei confronti della memoria delle persone ritenute sospette, ma le cui responsabilità non sono mai state dimostrate.
The Unlikely Murderer, L’improbabile assassinio, è una nuova mini serie in cinque episodi disponibile per la visione su Netflix anche in lingua italiana. Scritta da Wilhelm Behrman e Niklas Rockström, la sceneggiatura è originata dall’omonimo romanzo di Thomas Pettersson pubblicato nel 2018. Tratta la storia dell’omicidio del Primo Ministro svedese, avvenuto nel 1986.
Olof Palme venne ucciso nel centro di Stoccolma, mentre lui e sua moglie stavano tornando a casa dal cinema, senza guardie del corpo, come era consuetudine a quei tempi. L'assassino non venne mai identificato in modo definitivo, nonostante un'indagine decennale. Recentemente, i pubblici ministeri hanno concluso che il sospettato più probabile fosse un uomo di nome Stig Engström, un testimone del caso morto nel 2000.
Tuttavia, nel dramma di Netflix, Engström è raffigurato mentre uccide il primo ministro e procede a coprire le tracce, semplicemente fingendosi testimone. In tale modo, l’uomo è passato da principale sospettato ad assassino confermato, con una sentenza passata in giudicato, ma solo nella fiction, mai nella realtà. Una denuncia presentata in forma anonima al Cancelliere di giustizia svedese, che si occupa dei casi di libertà di parola, ha sostenuto che ciò equivale a un "caso cristallino di diffamazione", ha riferito l'emittente nazionale SVT.
La persona che ha presentato il rapporto ha sostenuto che Engström era stato di fatto condannato senza onere della prova.
La legge svedese vieta specificatamente la diffamazione dei defunti, se si ritiene che le dichiarazioni disonorino la loro reputazione o danneggino i parenti sopravvissuti.
Netflix è stata citata in giudizio anche da Ulrika Glaser Rydberg, figlia del cosiddetto "collezionista d'armi", anch'esso descritto come complice nel caso, perché avrebbe costretto Engström a portare avanti l'assassinio, secondo la ricostruzione cinematografica.

"Hanno trasformato mio padre in un mostro", ha detto all'emittente nazionale SVT, sottolineando che le piacerebbe difendere la memoria del genitore. "Il ritratto fatto di mio padre è tutt'altro che veritiero e molto offensivo".

Il disclaimer che c’è, ma non si vede

I produttori hanno sottolineato che si tratta di una rappresentazione in gran parte immaginaria e ogni episodio avrebbe un disclaimer che direbbe che non è stato dimostrato che Engström abbia ucciso Olof Palme. In un altro commento, Netflix, in precedenza, aveva anche affermato che la serie non pretende di risolvere il caso e che si basa sull'omonimo libro di Thomas Pettersson.

"Dramatizzare una teoria legata a uno dei più grandi traumi nazionali della Svezia è impegnativo e abbiamo rispetto per il fatto che l'immagine evocata da alcuni dei personaggi non sia condivisa da tutti", ha detto Netflix.

Di fatto, l’unico disclaimer che appare è una scritta all’inizio di ogni puntata che dice: “Basato su un crimine irrisolto", tuttavia, già dalla prima scena, si vede l’attore Carl Gustafsson, che interpreta il personaggio di Stig Engström, per altro chiamato con nome e cognome per tutta la serie, sparare al Primo ministro, per poi procedere a tutta una serie di depistaggi nel resto della storia.
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