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'La mia innocenza mi è stata rubata': donna afferma che Maradona l'ha violentata in adolescenza

© Sputnik . Vladimir Rodionov / Vai alla galleria fotograficaИгрок итальянской команды "Наполи" Диего Марадона после матча с московской командой "Спартак", 1990 год
Игрок итальянской команды Наполи Диего Марадона после матча с московской командой Спартак, 1990 год - Sputnik Italia, 1920, 23.11.2021
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Il presunto stupro sarebbe avvenuto in una clinica dell'Avana, mentre la madre della ragazza era nella stanza accanto.
Mavys Álvarez Rego, una donna cubana di 37 anni, che attualmente vive a Miami e che afferma di avere avuto una relazione con la defunta leggenda del calcio Diego Maradona circa due decenni fa, ha accusato quest'ultimo di averla violentata quando era adolescente.
Secondo l'AFP, la Álvarez ha detto di aver incontrato Maradona quando aveva 16 anni, quando lui viveva a Cuba e si sottoponeva a un trattamento antidroga.
"Ero abbagliata, mi ha conquistato... Ma dopo due mesi tutto ha cominciato a cambiare", ha detto, aggiungendo di aver sia "amato" che "odiato" Diego.
Il presunto stupro sarebbe avvenuto in una clinica dell'Avana, dove alloggiava Maradona, mentre la madre della Álvarez era nella stanza accanto, ha detto la Álvarez durante una conferenza stampa a Buenos Aires.
"Mi copre la bocca, mi stupra, non voglio pensarci troppo", ha detto, citata da Reuters. "Ho smesso di essere una ragazza, tutta la mia innocenza mi è stata rubata. È difficile. Si smette di vivere le cose innocenti che una ragazza di quell'età deve sperimentare".
La settimana scorsa, la Álvarez ha consegnato la sua testimonianza ad un tribunale del Ministero della Giustizia argentino, che indaga sulle sue "accuse di traffico contro l'ex entourage di Maradona", come dice la Reuters.
Ha affermato che, durante un viaggio a Buenos Aires con Maradona nel 2001, è stata trattenuta dall'entourage del calciatore in un hotel contro la sua volontà, le è stato impedito di uscire da sola e persino costretta a subire un'operazione di aumento del seno.
La denuncia non è stata presentata dalla stessa Álvarez, ma piuttosto da una ONG argentina chiamata Foundation for Peace, che ha sporto denuncia dopo aver ascoltato la confessione della donna sui media americani, scrive l’AFP.
"Ho fatto quello che dovevo fare, il resto lo lascio ai tribunali", ha detto la Álvarez. "Ho raggiunto il mio obiettivo: dire quello che mi è successo, per evitare che succeda ad altre, o almeno perché altre ragazze sentano la forza, il coraggio di parlare".
Da notare che questa testimonianza giunge a soli due giorni dal primo anniversario della morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre del 2020. Per la sua morte ci sono numerose persone indagate.
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